L’Italia presenta la diffusione geografica più estesa del virus West Nile in Europa, con 21 casi confermati in 17 aree al 15 luglio 2026. La Grecia registra invece l’aumento più rapido, con 21 infezioni confermate al 22 luglio, 14 delle quali segnalate nell’ultima settimana. Lo riferisce l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità, che invita i Paesi a rafforzare la sorveglianza delle zanzare e l’informazione sulle misure di protezione.
Dei 21 casi segnalati in Grecia, 20 hanno sviluppato una forma neuroinvasiva, tra encefalite, meningite e altre manifestazioni a carico del sistema nervoso centrale. Tredici pazienti risultavano ancora ricoverati. Non sono stati registrati decessi.
I dati italiani coincidono con quelli contenuti nel bollettino del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie aggiornato al 15 luglio. Il documento Ecdc riportava complessivamente 34 casi umani autoctoni in 28 aree di cinque Paesi europei: 21 in Italia, sette in Grecia, due in Macedonia del Nord, due in Romania e due in Spagna.
L’aggiornamento greco del 22 luglio non è direttamente confrontabile con il bollettino Ecdc, che si riferisce alla settimana precedente. I dati documentano tuttavia un aumento successivo delle infezioni in Grecia e una prevalenza delle forme neurologiche tra i casi notificati.
«Il virus West Nile non è una minaccia nuova, ma le condizioni che ne favoriscono la diffusione stanno cambiando rapidamente», ha dichiarato Hans Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa. Temperature più elevate ed estati più lunghe, ha aggiunto, aumentano il periodo e l’area nei quali le zanzare possono trasmettere il virus.
Secondo l’OMS Europa, per la maggior parte delle persone il rischio resta basso. Circa una persona infetta su 150 sviluppa tuttavia una forma grave con interessamento del sistema nervoso centrale, potenzialmente letale. Tra il 70% e l’80% delle persone infette non presenta sintomi. Nei casi sintomatici possono comparire febbre, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, nausea, vomito, eruzioni cutanee o ingrossamento dei linfonodi.
Le forme gravi possono causare febbre elevata, rigidità del collo, disorientamento, tremori, convulsioni, debolezza muscolare, paralisi o coma. L’OMS raccomanda di consultare un medico in presenza di sintomi dopo un soggiorno in un’area interessata dalla circolazione virale.
Il virus viene trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette. Le zanzare contraggono il virus nutrendosi di uccelli infetti, che rappresentano il principale serbatoio naturale. È stata documentata anche la trasmissione attraverso trapianti, trasfusioni, gravidanza e allattamento, ma si tratta di eventi rari. Non è stata registrata una trasmissione da persona a persona attraverso i normali contatti quotidiani.
Non sono disponibili vaccini autorizzati per l’uomo né terapie antivirali specifiche. L’OMS Europa raccomanda l’uso di repellenti, abiti che coprano la maggior parte del corpo, zanzariere e la rimozione dell’acqua stagnante da contenitori, vasi e altri possibili focolai di riproduzione.
L’Ecdc proseguirà fino a novembre gli aggiornamenti sulle aree interessate, insieme all’Autorità europea per la sicurezza alimentare. La sorveglianza comprende anche i focolai rilevati negli equidi e negli uccelli. Nell’Unione europea l’infezione umana da West Nile è soggetta a notifica obbligatoria.