L’Italia registra nel 2025 il tasso di obesità più basso nell’Unione europea: riguarda il 7% della popolazione di almeno 18 anni, contro una media UE del 16,3%. È quanto emerge dai nuovi dati pubblicati da Eurostat, che mostrano differenze rilevanti tra i Paesi europei e tra uomini e donne.
Nel complesso, più della metà della popolazione adulta dell’Unione europea è in sovrappeso. Al 16,3% classificato come obeso, con un indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 30, si aggiunge infatti il 35,4% definito da Eurostat “pre-obeso”, con un BMI compreso tra 25 e meno di 30.
L’Italia presenta il valore più basso per obesità, con il 7%, seguita dalla Grecia con il 12,8% e dalla Romania con il 12,9%. All’estremo opposto si colloca Malta, dove la quota raggiunge il 26,6% della popolazione adulta. Seguono Lettonia, con il 24,6%, e Finlandia, con il 23,2%.
I dati evidenziano anche una differenza tra i sessi. Nell’Unione europea l’obesità interessa il 17,4% degli uomini e il 15,3% delle donne. Il divario aumenta considerando la condizione di pre-obesità: riguarda il 41,9% degli uomini contro il 29,3% delle donne.
La situazione si inverte per il sottopeso. In questa categoria rientra il 2,9% delle donne e l’1% degli uomini.
Eurostat utilizza per la classificazione l’indice di massa corporea, calcolato dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza in metri. Un BMI inferiore a 18,5 identifica il sottopeso, un valore tra 25 e meno di 30 la pre-obesità e un BMI pari o superiore a 30 l’obesità. La categoria complessiva del sovrappeso comprende quindi sia le persone pre-obese sia quelle obese.
Il tasso di obesità rientra inoltre tra gli indicatori utilizzati per monitorare due obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: l’SDG 2, dedicato anche al miglioramento della nutrizione, e l’SDG 3 sulla salute e il benessere. Eurostat sottolinea che, nel contesto europeo, l’obesità rappresenta un problema nutrizionale più diffuso rispetto alla denutrizione.