Il comitato consultivo sui vaccini della U.S. Food and Drug Administration ha espresso parere favorevole all’approvazione del vaccino antinfluenzale a mRNA di Moderna per gli adulti di età pari o superiore a 50 anni. I nove membri del Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee hanno votato all’unanimità ritenendo che i benefici del vaccino, denominato mFlusiva, superino i rischi sia nella fascia di età compresa tra 50 e 64 anni sia nei soggetti di 65 anni e oltre.
Se approvato dall’FDA, mFlusiva diventerebbe il primo vaccino antinfluenzale stagionale basato sulla tecnologia a RNA messaggero autorizzato negli Stati Uniti. La decisione finale dell’agenzia regolatoria è attesa entro il 5 agosto.
Durante la riunione, il comitato ha esaminato i dati presentati dall’azienda. Secondo Moderna, il vaccino ha mostrato prestazioni superiori rispetto ai vaccini antinfluenzali a dose standard negli adulti tra 50 e 64 anni. L’azienda ha inoltre riferito che uno studio separato, di dimensioni più contenute, ha evidenziato una robusta risposta immunitaria rispetto a un vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio negli adulti di età pari o superiore a 65 anni.
Tra gli elementi discussi dal panel anche il potenziale contributo della tecnologia mRNA nella preparazione a futuri ceppi influenzali emergenti o a possibili pandemie. Secondo i membri del comitato, la piattaforma potrebbe offrire maggiore flessibilità rispetto ai processi produttivi tradizionali, che richiedono diversi mesi tra la selezione dei ceppi e la disponibilità delle dosi.
Moderna punta a rendere disponibile il vaccino per le future campagne influenzali. Tuttavia, secondo gli analisti citati da Reuters, il prodotto potrebbe non generare ricavi significativi prima della seconda metà del 2027, dopo la chiusura delle finestre contrattuali per la stagione influenzale 2026 negli Stati Uniti.
Il vaccino rappresenta un passaggio importante per la strategia dell’azienda, che punta a estendere l’impiego della tecnologia mRNA oltre il Covid-19. Secondo gli analisti, un eventuale via libera dell’FDA potrebbe avere ricadute positive anche sullo sviluppo del vaccino combinato contro influenza e Covid-19, già autorizzato nell’Unione europea ma non negli Stati Uniti.