Le società scientifiche dell’emergenza-urgenza, geriatria, terapia del dolore e cure palliative chiedono regole uniformi nazionali per la prescrizione analgesica alla dimissione dal Pronto soccorso e segnalano le disomogeneità regionali sulla ricetta dematerializzata. Il tema è stato al centro di un incontro promosso da SIMEU, SIGOT, AISD e SICP, che si è svolto a Roma il 28 e 29 aprile con direttori di Pronto soccorso, medici dell’emergenza-urgenza e specialisti del dolore.
Secondo le società scientifiche, il ritorno a domicilio dopo un accesso in emergenza rappresenta ancora “un buco nero” nella gestione del dolore, con il rischio di prescrizioni non adeguate o poco chiare. L’obiettivo dichiarato è trasformare la dimissione da “atto frammentato” a processo strutturato, garantendo continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
Tra i punti indicati dagli esperti c’è il superamento delle differenze regionali nella prescrizione terapeutica alla dimissione. “Attualmente in alcune regioni italiane non è possibile la prescrizione da Pronto Soccorso su ricetta dematerializzata”, sottolineano le società, che chiedono l’estensione uniforme degli strumenti digitali e della rimborsabilità dei farmaci.
Il documento richiama anche la necessità di garantire l’accesso ai farmaci in associazione a dose fissa per il trattamento del dolore moderato, sia durante l’accesso in Pronto soccorso sia nella prosecuzione domiciliare della terapia.
Particolare attenzione viene riservata ai pazienti fragili. Le società scientifiche indicano la necessità di assicurare continuità terapeutica immediata per anziani e pazienti oncologici, evitando interruzioni dell’analgesia. Per il dolore neuropatico viene chiesta un’identificazione precoce tramite strumenti validati e maggiore sensibilizzazione dei medici dell’emergenza-urgenza.
Nel caso dei pazienti oncologici, il documento sottolinea che alla prescrizione deve essere associato sia il trattamento analgesico di base sia quello per il dolore episodico intenso, quando presente. Nei pazienti in cure palliative viene inoltre evidenziato il ruolo del caregiver, che deve ricevere indicazioni chiare e condivise per la gestione domiciliare del dolore.
Le società scientifiche chiedono inoltre che ogni prescrizione di oppioidi sia accompagnata da informazioni chiare per pazienti e caregiver sui possibili effetti collaterali e sulla loro gestione, compresa la prevenzione della stipsi.
Secondo il documento, anche il verbale di dimissione dovrebbe contenere indicazioni dettagliate su dosaggi, frequenza, durata della terapia e obiettivi del trattamento, per facilitare la presa in carico da parte del medico di medicina generale e dei centri di terapia del dolore.
Le società chiedono infine alle Regioni e alle istituzioni l’implementazione dei sistemi digitali Sogei/Aifa e la piena attuazione della legge 38/2010 sul diritto alla terapia del dolore e alle cure palliative.