Dal 16 marzo 2026 sono entrate a regime le disposizioni attuative della legge 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria. Come riportato da Doctor33 in un approfondimento dedicato ai cambiamenti operativi per medici e strutture, il nuovo assetto rende pienamente operative le norme su coperture assicurative, gestione del rischio clinico e responsabilità civile, rafforzando il ruolo organizzativo delle strutture sanitarie e i sistemi di prevenzione del rischio.
Sul tema riceviamo e pubblichiamo il contributo di Adriana Modaudo, direttrice esecutiva di Relyens Italia, che interviene sul rapporto tra sicurezza delle cure, risk management e sostenibilità del sistema sanitario alla luce del nuovo quadro normativo. Ecco la lettera
“Gentile direttore,
finalmente con l’entrata a regime, a marzo scorso, delle disposizioni attuative della legge Gelli-Bianco si fa un passo avanti importante sul piano del risk management in sanità. Non si tratta infatti di un mero adeguamento tecnico, ma di una trasformazione strutturale del modo in cui il sistema sanitario affronta il rischio clinico. Un cambiamento che, è bene ricordarlo, riguarda contemporaneamente tutela del paziente, sostenibilità delle strutture e protezione degli operatori, oltre che resilienza e tenuta del sistema salute. Le nuove regole intervengono, non a caso, con lo scopo di costruire un equilibrio tra diritto dell’assistito al risarcimento e serenità operativa dei professionisti.
L’obiettivo primario è passare dalla logica del contenzioso alla cultura della prevenzione. In quest’ottica, le disposizioni rafforzano il principio secondo cui la sicurezza delle cure è parte integrante dell’organizzazione sanitaria. In tal senso è necessario che il rischio venga monitorato, analizzato e governato attraverso processi strutturati. Non sfugge infatti che il sistema salute, per continuare a esistere come lo conosciamo oggi, necessiti anche di professionisti adeguatamente tutelati e supportati. Per le strutture, dunque, la responsabilità è sempre più di carattere organizzativo: significa che esse divengono il fulcro della gestione del rischio. Sono chiamate a integrare governance clinica e amministrativa, data management, formazione e prevenzione.
Va da sé che servano competenze e strumenti sempre più evoluti di analisi del rischio. È qui che l’assicuratore può divenire un partner delle organizzazioni sanitarie per accompagnarle nella trasformazione del loro modello di risk management (integrando le competenze della struttura con un know-how altrimenti difficile da trovare internamente a quest’ultima). Anche per restituire a organizzazioni e professionisti sanitari una serenità sul lavoro che è sempre più messa a dura prova da problemi quali carenza di personale, complessità clinica e rischi cyber. Non è un caso se in Italia, infatti - come è emerso nel nostro recente Rapporto prospettico sulle vulnerabilità per le strutture sanitarie al 2035 -, gli errori medici e correlati alla sicurezza del paziente preoccupino più che nel resto d’Europa (59% degli addetti ai lavori interpellati contro 56%). Ecco perché queste norme a pieno regime potranno dare il la a una svolta concreta. Una trasformazione del sistema che, però, si realizzerà solo a fronte di una stretta collaborazione tra tutti i soggetti in campo: istituzioni, strutture sanitarie, professionisti e operatori assicurativi specializzati.
Adriana Modaudo
Direttrice esecutiva di Relyens in Italia