Attualità
Oncologia
23/04/2026

Oncologia, esercizio fisico adattato può ridurre recidive e migliorare le cure

L’esercizio fisico entra sempre più nel percorso di cura dei pazienti oncologici come intervento complementare alle terapie farmacologiche. Le evidenze scientifiche

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Fare attività fisica con programmai adattati durante e dopo un tumore non solo è possibile, ma può incidere sull’efficacia delle terapie e rappresentare un vero cambio di paradigma nella gestione del paziente oncologico, storicamente considerato fragile e spesso indirizzato al riposo. Oggi, alla luce delle evidenze scientifiche disponibili, si sta affermando una visione sempre più integrata del percorso di cura, in cui l’attività fisica adattata diventa parte del trattamento e non solo una raccomandazione di benessere. È questo il messaggio emerso dal media tutorial “Il movimento come cura: l’attività fisica nel percorso oncologico”, organizzato da Amgen Milano, che ha riunito clinici ed esperti per discutere il ruolo dell’esercizio fisico come intervento complementare alle terapie oncologiche.

L’esercizio fisico come parte della cura

Sono molti gli studi scientifici che evidenziano come mantenersi attivi possa contribuire a migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico del paziente oncologico, ridurre ansia e depressione e contrastare gli eventi avversi legati ai trattamenti, come fatigue, anemia e neuropatie.

L’esercizio fisico può incidere anche sugli esiti clinici, migliorando l’efficacia delle terapie, riducendo il rischio di recidiva e aumentando le probabilità di sopravvivenza, come evidenziato anche dalle linee guida internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui praticare attività fisica dopo una diagnosi oncologica è associato a un minor rischio di mortalità.

“L’exercise oncology è una disciplina relativamente recente che considera l’attività fisica non solo come raccomandazione di benessere ma come parte integrante del percorso terapeutico – ha spiegato Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore e presidente dell’Associazione KISS. - Per chi si sta sottoponendo a cure oncologiche, l’esercizio fisico può migliorare la tollerabilità delle terapie e contribuire a ridurne gli effetti collaterali, con un impatto diretto sull’efficacia delle cure: quando il paziente riesce a seguire con maggiore regolarità i trattamenti, evitando interruzioni, annullamenti o cambi di terapia, aumenta la probabilità che il trattamento stesso funzioni al meglio”.

Il progetto BeActive e il ruolo dell’approccio multidisciplinare

È in questo contesto si inserisce Be Active Lab, piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, con l’obiettivo di offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura.

Il portale mette a disposizione dei pazienti contenuti informativi ed educativi sui benefici dell’attività fisica e dello stile di vita sano, con una raccolta di circa 70 video-esercizi dedicati a forza, mobilità e respirazione, adattabili a diversi livelli di intensità e progettati per essere eseguiti anche a domicilio, previa valutazione medica.

A sottolineare il valore dell’approccio integrato è anche Carmen Nuzzo, Head of Therapeutic Area di Amgen: “Oggi siamo sempre più impegnati a sviluppare soluzioni innovative nelle patologie oncologiche più complesse, ma allo stesso tempo riteniamo fondamentale affiancare alle terapie farmacologiche iniziative che rispondano ai bisogni concreti dei pazienti lungo tutto il percorso di cura. Progetti come Be Active nascono proprio con l’obiettivo di andare oltre il farmaco, favorendo un approccio multidisciplinare e contribuendo a integrare l’attività fisica adattata nei modelli assistenziali, a supporto dell’efficacia delle terapie e della qualità di vita delle persone con tumore”.

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