Dopo una fase di carenza che potrebbe protrarsi fino al 2027, il Servizio sanitario nazionale rischia di trovarsi, a partire dal 2028, con un surplus di oltre 60.000 medici. È quanto segnala Anaao Assomed nella memoria presentata in audizione alla XII Commissione Affari sociali della Camera, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sulla riforma delle professioni sanitarie.
Secondo il sindacato della dirigenza medica e sanitaria, la programmazione degli accessi ai corsi di laurea e ai percorsi di specializzazione rischia di produrre, nel medio periodo, una nuova fase di pletora professionale, con possibili effetti di sotto-occupazione, migrazione verso l’estero o verso il settore privato e ulteriore indebolimento della capacità di attrazione del Servizio sanitario nazionale.
Anaao richiama inoltre il tema della sostenibilità economica del lavoro medico. Nella memoria viene evidenziata una perdita reale delle retribuzioni dei medici del Servizio sanitario nazionale pari al 6,1% tra il 2015 e il 2022, con un progressivo allontanamento dei livelli retributivi italiani rispetto ai principali Paesi europei. Il sindacato collega questo andamento alle difficoltà di reclutamento e fidelizzazione del personale e al crescente ricorso dei cittadini al settore privato per l’accesso alle prestazioni.
Nel documento depositato in Commissione, Anaao interviene anche sul tema della responsabilità professionale, esprimendo una valutazione positiva sul mantenimento della punibilità penale limitata ai casi di dolo o colpa grave, in presenza di rispetto delle linee guida e delle buone pratiche. Il sindacato chiede tuttavia un ulteriore rafforzamento delle tutele procedurali e una riflessione su modelli alternativi di gestione del rischio clinico già adottati in altri Paesi europei.
Un altro nodo affrontato riguarda l’organizzazione dell’attività libero-professionale intramuraria. Anaao propone di superare l’attuale modello concentrato negli spazi aziendali a favore di una “intramoenia diffusa e vigilata”, con una maggiore flessibilità dei luoghi di esercizio e l’obiettivo di contribuire alla riduzione delle liste d’attesa, in particolare per le prestazioni a bassa complessità.
Sul piano finanziario, il sindacato segnala criticità legate alla clausola di invarianza prevista dal disegno di legge, ritenuta potenzialmente limitante per l’effettiva attuazione della riforma. Secondo Anaao, molte delle misure prospettate richiedono risorse dedicate per evitare che gli interventi restino solo formali.
Nel documento depositato, Anaao ribadisce infine la necessità di una programmazione coerente dei fabbisogni formativi e occupazionali e di un rafforzamento delle condizioni di lavoro e delle tutele professionali, indicando tali elementi come fattori centrali per la tenuta del Servizio sanitario nazionale nel medio periodo.