Il nuovo Programma nazionale esiti (PNE) 2025 di Agenas fotografa la qualità dell’assistenza erogata nel 2024 da 1.117 ospedali pubblici e privati. Sono stati analizzati 218 indicatori, di cui 189 relativi all’assistenza ospedaliera e 29 all’assistenza territoriale, questi ultimi valutati in termini di ospedalizzazione evitabile, esiti a lungo termine e accessi impropri in pronto soccorso.
Nel complesso il rapporto segnala un miglioramento della qualità dell’assistenza in molti ambiti clinici, ma documenta forti diseguaglianze territoriali, in particolare tra Nord e Sud. Le differenze emergono soprattutto per gli interventi chirurgici complessi e per l’area materno-infantile, con ricorso ancora elevato al taglio cesareo in diverse regioni meridionali.
Agenas ha classificato le strutture in tre livelli di qualità (alto/molto alto, medio, basso/molto basso) nelle principali aree cliniche: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare, nefrologia. In diversi ambiti la quota di ospedali con standard alti o molto alti supera il 60-70%, ma in chirurgia oncologica il 32,3% delle strutture presenta valori bassi o molto bassi, a fronte di un 46,2% con standard alti/molto alti.
Il PNE conferma inoltre il ruolo centrale dei volumi di attività come indicatore di qualità nelle chirurgie complesse. Per esempio, nelle resezioni pancreatiche la quota di casi trattati in strutture ad alto volume è salita dal 38% al 54% a livello nazionale, ma scende al 28% nel Sud e nelle Isole, indicando una concentrazione ancora insufficiente della casistica nei centri più esperti.
Nel suo intervento alla presentazione del rapporto, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito il PNE «uno strumento di monitoraggio essenziale per comprendere la sanità del presente e programmare quella del futuro», sottolineando la capacità degli indicatori di guidare cambiamenti organizzativi e di sostenere il Nuovo Sistema di Garanzia per la verifica degli adempimenti dei Lea. Il rapporto viene inoltre utilizzato per la programmazione regionale, per la definizione degli obiettivi dei direttori generali e per il governo clinico a livello aziendale.
Per le strutture con livelli di qualità molto bassi, Agenas prevede un percorso integrato di audit sulla qualità dei dati e sull’organizzazione clinica. Nell’edizione 2025 sono state segnalate 198 strutture per un totale di 333 audit, nella maggior parte dei casi legati a risultati di livello molto basso. Il rapporto evidenzia che, tra gli ospedali già coinvolti nel ciclo precedente di audit, 68 hanno migliorato i propri risultati, indicando un impatto concreto di questi strumenti sui processi assistenziali e sulla performance clinica.