Il Consiglio di amministrazione del Gruppo San Donato, riunitosi con procedura di urgenza, ha votato all’unanimità la revoca di Francesco Galli dall’incarico di amministratore unico dell’Irccs Ospedale San Raffaele. Galli, informato dell’avvio della procedura, ha comunicato le proprie dimissioni con decorrenza immediata, come riportato in una nota del gruppo.
Nella stessa seduta il Cda ha indicato l’ingegner Marco Centenari, amministratore delegato del Gruppo San Donato, quale nuovo amministratore unico dell’Ospedale San Raffaele. Centenari ha dichiarato la “totale disponibilità della struttura ospedaliera e di tutti i professionisti coinvolti affinché sia assicurata la assoluta trasparenza e siano tutelate prima di tutto la salute e la sicurezza dei cittadini”.
La decisione arriva nelle ore successive alla diffusione di segnalazioni relative a criticità organizzative nel reparto di cure intensive. Su questo punto è intervenuto il sindacato Nursing Up, che in un comunicato firmato dal presidente Antonio De Palma parla di una situazione che, se confermata, non sarebbe “un episodio isolato ma la nefasta conseguenza di scelte fallimentari e scellerate che mortificano la professione infermieristica e mettono a rischio la sicurezza dei pazienti”.
Secondo Nursing Up, le difficoltà avrebbero riguardato l’impiego di personale di cooperative esterne con problematiche nelle procedure, nella gestione dei farmaci e nella comunicazione con i medici. Il sindacato richiama il quadro normativo della L. 187/2024, che proroga fino al 31 dicembre 2027 la deroga prevista dal D.L. 34/2023 e avverte che “non si può trasformare l’eccezione in regola”.
Il comunicato fa inoltre riferimento a segnalazioni su personale proveniente dall’estero inserito senza adeguata formazione, chiarendo che “non è colpa dei professionisti, è una responsabilità organizzativa”. Nursing Up chiede verifiche su competenze, integrazione e supervisioni e sollecita un intervento della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).
Il sindacato ha infine chiesto che Ministero della Salute e Regione Lombardia avviino un’indagine immediata per accertare i fatti, valutando procedure, requisiti del personale e condizioni organizzative del reparto coinvolto.