È stato dimesso l’ultimo paziente affetto da Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Lo ha annunciato l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), segnalando che l’evento rappresenta “una tappa importante verso la fine dell’epidemia” dichiarata lo scorso 4 settembre nella zona sanitaria di Bulape, nella provincia del Kasai.
Da allora sono stati segnalati 64 casi di malattia, di cui 53 confermati e 11 probabili, con 19 pazienti guariti. L’ultimo contagio risale al 25 settembre, e con la dimissione dell’ultimo paziente parte ora un periodo di sorveglianza di 42 giorni: se non emergeranno nuovi casi, l’epidemia potrà essere dichiarata conclusa all’inizio di dicembre.
L’epidemia si è sviluppata in un’area rurale e di difficile accesso, con infrastrutture limitate e collegamenti precari. Nonostante le difficoltà logistiche, il Ministero della Salute congolese, con il supporto dell’OMS e dei partner internazionali, ha attivato rapidamente le misure di risposta: potenziamento della sorveglianza epidemiologica, gestione clinica dei casi, prevenzione e controllo delle infezioni, logistica e comunicazione di rischio.
In tempi record è stato allestito un centro di trattamento da 32 posti letto, dotato di un modulo intensivo per malattie infettive da due posti (IIDTM), il primo del suo genere implementato fuori da un contesto di esercitazione nella regione. Parallelamente sono state vaccinate oltre 35.000 persone nell’area di Bulape.
“La guarigione dell’ultimo paziente, a sole sei settimane dalla dichiarazione dell’epidemia, è un risultato straordinario che riflette la forza della collaborazione e la competenza del personale sanitario locale”, ha commentato Mohamed Janabi, direttore regionale OMS per l’Africa.
L’OMS e i partner restano sul territorio per mantenere la sorveglianza attiva e garantire la capacità di risposta immediata in caso di nuovi focolai. Se non si registreranno ulteriori infezioni entro dicembre, la Repubblica Democratica del Congo potrà ufficialmente dichiarare la fine dell’epidemia.