Salgono a 647 i casi confermati di infezione da West Nile virus (WNV) nell’uomo in Italia dall’inizio del 2025, con 47 decessi. Lo segnala il decimo bollettino pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Tra i casi notificati, 300 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, distribuiti in 14 regioni, con la maggior concentrazione in Lazio (83) e Campania (77). Sono stati inoltre registrati 284 casi febbrili (di cui uno importato), 54 casi asintomatici in donatori di sangue e 9 casi di infezione da Usutu virus. La letalità calcolata sulle forme neuro-invasive è pari al 15,8%, un dato in linea con gli anni precedenti.
La circolazione del virus è stata confermata in 72 province di 17 regioni, segnalando una diffusione più ampia rispetto al 2024.
Parallelamente, l’Inmi Lazzaro Spallanzani ha organizzato nell’ambito della Settimana della scienza un incontro con gli studenti delle scuole superiori su arbovirosi e zanzare-vettore. Durante il seminario, gli esperti hanno richiamato l’attenzione sull’espansione del West Nile in aree non colpite in passato, come il Lazio, e sulla necessità di strategie di prevenzione integrate.