Tiene l’attrattività complessiva dei corsi di laurea delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, con alcune figure in crescita, ma persistono aree in sofferenza. È quanto emerge dai dati sulle prove di accesso, diffusi dalla Federazione nazionale Ordini TSRM e PSTRP.
Nell’area sanitaria tecnica spiccano i Dietisti (1.720 domande per 603 posti, rapporto domande/posti 2,9) e i Tecnici sanitari di radiologia medica (4.249 domande per 1.568 posti, D/P 2,7, +8% rispetto al 2024). Nell’area della riabilitazione risultano in crescita i Logopedisti (4.713 domande per 1.032 posti, D/P 4,8, +21%) e i Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (807 domande per 412 posti, D/P 2,0, +3%). In aumento anche le domande per l’Osteopatia (395 per 155 posti, D/P 2,5, +18%).
Nel complesso, le università statali registrano 57.985 domande per 33.695 posti (D/P medio 1,7, con domande in calo dell’1,5% e posti in crescita del 3,8%). «Le nostre professioni, grazie al loro profilo specialistico, mantengono un forte appeal e devono essere salvaguardate come valore imprescindibile per il Sistema Salute», dichiara Diego Catania, presidente della Federazione.
Restano tuttavia criticità per alcuni corsi, con rapporti domande/posti inferiori a 1: Educatore professionale (0,6), Tecnico audiometrista (0,5), Tecnico ortopedico, Tecnico audioprotesista, Assistente sanitario e Terapista occupazionale (0,4, pur con un +33% di domande). Un segnale di attrattività insufficiente che, secondo la Federazione, richiede interventi immediati: aggiornamento degli inquadramenti e delle aree di pratica, incentivi economici specifici come tirocini retribuiti e borse vincolate, percorsi di carriera definiti e campagne di orientamento mirate.
La FNO TSRM e PSTRP individua tre assi di intervento: definizione e riconoscimento nazionale di competenze avanzate e percorsi di carriera coerenti; valorizzazione contrattuale e organizzativa con leve retributive, flessibilità e sviluppo continuo; istituzione di borse e sostegni ai tirocini, soprattutto nei territori con alto costo della vita.
«La tenuta delle professioni sanitarie deve diventare una priorità nazionale», ribadisce Catania, che sollecita l’attivazione della cabina di regia interministeriale per misure immediate: calendario nazionale dei bandi con finestre di iscrizione più ampie, borse per i tirocini, soluzioni abitative per i fuori sede, incentivi per i profili carenti. Tra le riforme strutturali indicate: percorsi di pratica avanzata, tutoraggio riconosciuto e superamento del vincolo di esclusività. «Solo così – conclude – potremo attrarre, formare, trattenere e valorizzare professionisti altamente specializzati, garantendo universalità ed efficacia delle cure».