Con il decesso di un uomo di 68 anni a Trentola Ducenta, nel Casertano, e quello di un paziente 86enne a Latina, salgono a sette le vittime in Italia dall’inizio dell’anno per il virus West Nile. La Campania registra ora tre decessi, diventando la regione con il maggior numero di casi letali, seguita dal Lazio con tre, e una vittima in un’altra regione. Secondo i dati forniti dalla Regione Campania, ad oggi sono 23 i casi totali (tra sospetti e confermati) nel territorio regionale: 14 domiciliati in provincia di Caserta, 8 in provincia di Napoli, e uno in Basilicata ma con probabile esposizione in Campania. In Lazio, invece, il virus ha colpito duramente il territorio pontino, dove la vittima più recente era stata tra i primi pazienti contagiati e ricoverati in terapia intensiva.
A tranquillizzare i cittadini è Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento per la protezione e l’emergenza sanitaria del Ministero della Salute: “La situazione è in linea con gli anni precedenti. A oggi non abbiamo numeri paragonabili a quelli dell’anno scorso, quando al picco si contarono oltre 150 casi. Ma la lotta non è contro il virus: è contro la zanzara vettore, e abbiamo strumenti per proteggerci”. La circolare ministeriale del 21 luglio ha già sollecitato Regioni e Asl ad intensificare le disinfestazioni, ma Campitiello sottolinea anche la necessità di auto-protezione individuale: uso di repellenti, indumenti coprenti nelle ore a rischio e, soprattutto, eliminazione dei ristagni d’acqua. Nel Lazio, il presidente della Regione Francesco Rocca ha annunciato un’ordinanza urgente e uno stanziamento di un milione di euro per intervenire nei comuni ancora inadempienti sul fronte della disinfestazione. “Nessun allarmismo, non è il Covid – ha detto Rocca – ma servono interventi rapidi e coordinati con i territori. Il sistema sanitario sta rispondendo in modo adeguato”.
Pur invitando alla calma, anche la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) ha riconosciuto la crescente preoccupazione tra i cittadini. “Non c’è un’emergenza, ma la gente è spaventata e chiede risposte – ha dichiarato il presidente Filippo Anelli –. È nostro dovere ascoltare, informare e soprattutto rafforzare la prevenzione: bonifica delle aree infestate, uso di repellenti, attenzione nei comportamenti quotidiani”. Anelli ha inoltre ricordato che per il West Nile, come per altre arbovirosi, non esistono terapie specifiche, per cui la prevenzione resta l’unica arma reale per contenere il rischio. In risposta alla frammentazione informativa, il Ministero della Salute ha annunciato l’imminente attivazione di una piattaforma nazionale che raccoglierà i dati epidemiologici da tutte le Regioni in tempo reale. Resta attivo anche il numero verde 1500, a disposizione dei cittadini per chiarimenti e informazioni.