Dall'inizio dell'anno al 20 luglio scorso in Italia si sono verificati 10 casi di infezione da West Nile virus e 2 decessi: oltre alla donna di Fondi morta nei giorni scorsi, anche un uomo di 75 anni della provincia di Novara vittima del virus a marzo. È quanto emerge dalla circolare del ministero della Salute inviata alle Regioni, annunciata nei giorni scorsi dallo stesso ministero. La circolare, indirizzata, anche agli ordini dei medici e agli istituti zooprofilattici, invita a "potenziare la sorveglianza dei casi umani di infezione da West Nile Virus e Usutu Virus" e "tutte le attività di sorveglianza integrata veterinaria".
La circolare ricorda a medici e strutture sanitarie l'importanza della tempestività del riconoscimento dell'infezione e della comunicazione alle autorità competenti. Sottolinea inoltre la necessità di "promuovere attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione sul rischio legato alle infezioni da West Nile e Usutu sottolineando l'importanza dell'adozione delle principali misure di prevenzione". Raccomandazioni anche per gli enti veterinari, a cui si chiede di "garantire con la massima attenzione e continuità l'attuazione della sorveglianza entomologica e sugli uccelli stanziali" e di mettere in atto le misure per il "rilevamento precoce della circolazione virale", per il "controllo del vettore (trattamenti adulticidi/larvicidi, riduzione dei focolai larvali)" e "l'adozione di misure di protezione individuale della popolazione" e per "la sicurezza trasfusionale e dei trapianti". Attenzione, anche per chi lavora nel mondo dei cavalli: si raccomanda infatti a "proprietari e detentori di equidi, centri ippici e maneggi l'adozione di misure volte a ridurre il rischio di contatto tra vettori e animali".