Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato un piano decennale per riformare il Servizio Sanitario Nazionale (NHS), definito “in crisi” dopo anni di difficoltà, anche aggravate dalla pandemia, da ondate di scioperi e da problemi nell’erogazione di servizi per le cure non urgenti.
Starmer, ha dichiarato che il suo governo, insediato un anno fa, ha ereditato un sistema al collasso e ha ribadito che l’NHS deve “riformarsi per non morire”. L’obiettivo, senza aumentare le tasse, sarà di alleggerire la pressione sugli ospedali adottando una assistenza di prossimità, sempre più vicina al domicilio dei pazienti. Il piano prevede l’apertura di nuovi centri sanitari multifunzionali per ridurre le liste d’attesa e liberare le strutture ospedaliere da una gestione emergenziale continua.
Nonostante un primo anno difficile, segnato da tagli alla spesa e successivi ripensamenti, il governo rivendica alcuni risultati: 4 milioni di appuntamenti sanitari aggiuntivi – il doppio rispetto all’obiettivo iniziale – e liste d’attesa ridotte al livello più basso degli ultimi due anni. Starmer, ha ammesso che la riforma richiederà tempo, ma sostiene che “il percorso è già cambiato”.
Restano però molte sfide ancora aperte: lo stallo con l’industria farmaceutica sul prezzo dei farmaci, le nuove minacce di scioperi e il ritardo nella pubblicazione di una strategia per l’innovazione nelle scienze della vita.
Cristoforo Zervos