La nuova Piattaforma nazionale di monitoraggio delle liste d’attesa, curata da Agenas e voluta dal ministro della Salute Orazio Schillaci, ha fornito i primi dati ufficiali relativi ai primi cinque mesi del 2025. I dati aggregati, basati su quasi 23 milioni di prenotazioni, mostrano un sistema che riesce a rispondere alle urgenze ma presenta ancora ritardi significativi su alcune prestazioni programmabili.
Per la colonscopia urgente, la mediana delle attese resta sopra i limiti: a maggio, in alcuni casi, i pazienti hanno atteso fino a 190 giorni, con una mediana di 15 giorni, contro i 3 giorni previsti. Anche per la colonscopia programmabile (entro 120 giorni), la mediana è risultata 126 giorni, oltre la soglia. Migliori i dati per la mammografia urgente (mediana di 2 giorni), mentre quella programmabile raggiunge picchi di 320 giorni, con una mediana di 110.
Per quanto riguarda le prime visite, la situazione è eterogenea. La visita cardiologica urgente rispetta i 3 giorni previsti, ma per quella con priorità breve si arriva a punte di 20 giorni. Le visite differibili (entro 30 giorni) hanno una mediana di 34 giorni, mentre per quelle programmate il dato è in peggioramento: a maggio la mediana ha raggiunto 70 giorni, contro i 47 di gennaio.
In controtendenza la prima visita oncologica, che mostra tempi generalmente in linea con le soglie previste. Per le urgenze, il sistema risponde in 2 giorni, per la priorità breve la mediana è 6 giorni, mentre per la programmabile si resta abbondantemente sotto i 120 giorni, con una mediana di 12. Un risultato che evidenzia come, in ambiti critici, sia possibile garantire tempi compatibili con le necessità cliniche.