Il Governo italiano riconosce ufficialmente la necessità di fare chiarezza sulla violazione dei diritti degli specializzandi medici degli anni ’80 e ’90. Con l’articolo 3 della Legge di Delegazione Europea 2024 (legge 13 giugno 2025, n. 91), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 25 giugno 2025, è stato istituito un tavolo tecnico presso il Ministero della Salute.
L’iniziativa ha come oggetto specifico la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 3 marzo 2022, causa C-590/20, relativa alla mancata corresponsione della borsa di studio prevista per i medici in formazione specialistica, in violazione della normativa europea dell’epoca.
Il tavolo è composto da rappresentanti del Ministero della Salute, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il personale di supporto è individuato dal Ministero della Salute stesso. Entro trenta giorni dalla conclusione dei lavori, il documento finale sarà trasmesso alle Camere per l’assegnazione alle Commissioni parlamentari competenti.
La norma precisa che l’attuazione non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: tutte le attività dovranno svolgersi con risorse già disponibili e senza compensi per i membri del tavolo.
In una nota, Consulcesi definisce il provvedimento “un passo decisivo verso la giustizia per migliaia di medici specialisti”. La legge riconosce ufficialmente la necessità di approfondire le conseguenze di una grave violazione ai danni degli specializzandi degli anni '80 e '90, ai quali non era stata corrisposta l’adeguata borsa di studio in contrasto con le direttive europee. Il tavolo tecnico interministeriale analizzerà gli effetti della sentenza della Corte di giustizia UE del 3 marzo 2022, che ha stabilito l’obbligo per l’Italia di garantire una retribuzione equa già dal 1° gennaio 1983, anche per coloro che avevano iniziato il percorso prima di tale data e lo avevano proseguito dopo.
“La legge ha un valore molto importante – commenta Consulcesi – per due motivi fondamentali: è la prima volta che il legislatore recepisce in modo esplicito le sollecitazioni provenienti dalla magistratura e dalle rappresentanze di categoria, inclusa la nostra; inoltre, viene dato rilievo al diritto alla retribuzione degli specializzandi coinvolti, come riconosciuto senza ambiguità dalla sentenza della Corte di giustizia UE”.