Governo e Parlamento
Liste attesa
13/06/2025

Liste d’attesa, Fnomceo e Società Scientifiche al Parlamento: stop ai piani terapeutici dopo un anno

La proposta inviata al Ministero della Salute e al Parlamento: una semplificazione normativa che ridurrebbe le liste d’attesa e migliorerebbe l’accesso alle cure per milioni di cittadini

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Un taglio netto alle lungaggini burocratiche per liberare immediatamente milioni di visite specialistiche: è questa la richiesta che la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici) e le principali Società Scientifiche italiane rivolgono al Parlamento e al Governo. L’obiettivo? Semplificare la prescrizione dei farmaci soggetti a piano terapeutico, limitandone l’obbligo solo al primo anno di trattamento. Secondo la proposta, contenuta in un Documento approvato oggi dal Comitato Centrale della Fnomceo e firmato congiuntamente dai presidenti di dieci tra le più autorevoli società medico-scientifiche italiane, la revisione dei piani terapeutici permetterebbe di liberare circa cinque milioni di visite specialistiche ogni anno, che potrebbero essere destinate ad altri pazienti, contribuendo così in modo concreto alla riduzione delle liste d’attesa.

“La proposta è semplice – spiega Filippo Anelli, presidente della Fnomceo –: mantenere il piano terapeutico solo per i primi 12 mesi, dopodiché consentire a tutti i medici di continuare la prescrizione, sempre nel rispetto delle condizioni di rimborsabilità stabilite da AIFA. Questo significherebbe rendere le cure più accessibili, valorizzare la professionalità di tutti i medici e restituire tempo e risorse al Servizio Sanitario Nazionale”. I piani terapeutici, introdotti nel 2004 per garantire una continuità assistenziale tra medici di famiglia e specialisti nella prescrizione di nuovi farmaci, oggi interessano circa 100 principi attivi, soprattutto in ambiti ad alta incidenza come il diabete, le malattie respiratorie croniche e le patologie autoimmuni. Un sistema che, secondo i promotori della proposta, ha perso in parte la sua efficacia iniziale, trasformandosi in un ostacolo burocratico per l’accesso alle terapie da parte di milioni di pazienti cronici, spesso anziani e affetti da più patologie. “Si tratta di centinaia di milioni di prescrizioni ogni anno – sottolinea Anelli –. Semplificare questo meccanismo significa migliorare l’intero sistema, sia per i pazienti che per i medici. L’attuale gestione dei piani terapeutici impone una mole enorme di visite solo per il rinnovo di prescrizioni consolidate”.

Il Documento, firmato da rappresentanti di FISM, AIPO, ANMCO, AMD, SIC, SID, SIMG, SIN e SIP, è stato inviato al Ministro della Salute Orazio Schillaci, ai sottosegretari competenti, ai vertici dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), e ai presidenti e membri delle Commissioni Affari Sociali e Bilancio di Camera e Senato, oltre ai capigruppo parlamentari. “Ora è il momento del coraggio e della responsabilità politica – conclude Anelli –. Ridurre i piani terapeutici è un atto concreto per restituire tempo, dignità e accesso alle cure ai nostri pazienti”.

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