In Francia si accende la tensione tra governo e professionisti della sanità. Il motivo? Le nuove misure proposte per contrastare i cosiddetti “déserts médicaux”, le zone del paese dove l’accesso a cure e servizi medici è sempre più difficile, soprattutto per la cronica carenza di medici di base e specialisti.
A rilanciare il dibattito, come evidenzia burrosalato, rassegna stampa delle principali notizie sulla Francia, è stato François Bayrou, Alto Commissario al Piano (una figura istituzionale francese che lavora a strategie di lungo termine), che ha annunciato un “patto” per combattere i “deserti medici”. Cuore della proposta: obbligare i medici a prestare servizio per due giorni al mese in territori prioritari individuati dalle Ars, le Agenzie Regionali per la Salute.
Una proposta che si aggiunge a una più ampia riforma in discussione all’Assemblea Nazionale, dove il deputato socialista Guillaume Garot propone una legge che vincolerebbe ogni nuova apertura di studio medico a un'autorizzazione pubblica in base alle esigenze del territorio. Una sorta di "numero chiuso territoriale" post-laurea, per riequilibrare la distribuzione della professione sul territorio nazionale.
L’annuncio ha però generato una levata di scudi da parte dei professionisti. Sia i medici in attività che i giovani in formazione si sono mobilitati: il sindacato Jeunes Médecins e l’Associazione nazionale degli studenti in medicina hanno indetto uno sciopero a tempo indeterminato a partire da lunedì 29 aprile, con chiusura degli studi e mobilitazioni sul territorio.
“Non si risolve il problema scaricando la responsabilità sui giovani medici,” ha dichiarato Bernard Jomier, senatore socialista ed egli stesso medico. “Il vero nodo è la penuria strutturale di personale, frutto di decenni di politiche restrittive nelle facoltà e nelle assunzioni.”
Nonostante le regole rigide, anche in Germania i deserti medici esistono, soprattutto in alcune aree rurali dell'Est e del Sud. Tuttavia, i Länder tedeschi hanno sviluppato politiche di incentivo che includono contributi all’insediamento, borse di studio e bonus economici per chi si trasferisce nelle zone carenti. Inoltre, la digitalizzazione e la medicina a distanza sono molto più sviluppate.
Anche in Italia il tema delle zone carenti è noto, specie per quanto riguarda la medicina generale. La Francia, con il suo approccio più autoritario, e la Germania, con un modello più programmato ma sempre vincolante, offrono due possibili strade. In entrambi i casi, però, la carenza di medici è il nodo strutturale alla base del problema.