Un anomalo picco di infezioni da virus Zika è stato registrato in India nel 2024, con contagi concentrati in particolare in un'area del Paese. È quanto segnala un report dell'Organizzazione mondiale della sanità. A causa del virus era stata dichiarata dall'Organizzazione mondiale della sanità un'emergenza sanitaria internazionale durata diversi mesi tra il 2015 e il 2016 per l'ondata di casi che ha interessato in quel periodo il Sud America, con anche un boom di microcefalie (una malformazione congenita) nei neonati, registrato in particolare in Brasile. Nell'anno appena trascorso, il 2024, l'alert riguarda un numero di infezioni inaspettatamente alto segnalato principalmente da uno Stato dell'India: tra l'1 gennaio e il 31 dicembre 2024, si è raggiunto un totale cumulativo di 151 casi di malattia da virus Zika da tre Stati, cioè Gujarat, Karnataka e Maharashtra. Ma in particolare è lo Stato del Maharashtra a registrare un dato 7 volte più alto dell'anno precedente.
Nel Maharashtra si concentrano infatti 140 casi, riportati tramite l'Integrated Disease Surveillance Programme, rispetto a 1, 3 e 18 casi registrati in quest'area rispettivamente nel 2021, 2022 e 2023. Gli Stati del Karnataka e del Gujarat hanno invece segnalato rispettivamente 10 e un caso nel 2024. Sebbene il virus Zika non sia inaspettato nel Maharashtra, data l'ampia distribuzione in tutta l'India dei vettori del virus, le zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus, "il numero di casi di Zika segnalati nello Stato nel 2024 è molto più alto rispetto ai numeri segnalati negli anni precedenti ed è quindi insolito", sottolinea l'Oms, pur precisando che al 31 dicembre 2024 "non sono stati segnalati casi di microcefalia e sindrome di Guillain-Barré associati a questo focolaio".
L'incidenza effettiva dell'infezione, avverte l'agenzia, potrebbe comunque essere "più alta" di quanto riportato, "a causa della presentazione clinica asintomatica o lieve nella maggior parte dei casi, combinata con un diverso livello di consapevolezza tra i medici". Il virus Zika si trasmette agli esseri umani tramite la puntura di una zanzara Aedes infetta, ma anche dalla madre al feto durante la gravidanza, nonché tramite rapporti sessuali, trasfusioni di sangue e prodotti sanguigni o tramite trapianto di organi.
Ad oggi non esiste un trattamento specifico disponibile per l'infezione o la malattia causata da questo patogeno, identificato per la prima volta in Uganda nel lontano 1947 in una scimmia macaco Rhesus. Le prime evidenze di infezione e malattia negli esseri umani sono state segnalate in altri Paesi africani negli anni '50. Questo virus è diventato ormai un osservato speciale, perché "può causare grandi epidemie", spiega l'Oms. Nella maggior parte dei casi, l'infezione da Zika è asintomatica o lievemente sintomatica e di breve durata. Tuttavia, durante la gravidanza è associata a un rischio di microcefalia e altre malformazioni congenite nei neonati, e a parto pretermine e aborto spontaneo. Alcuni adulti e bambini infetti possono sviluppare complicanze neurologiche, tra cui la sindrome di Guillain-Barré, neuropatia e mielite.
L'India ha segnalato il suo primo caso di Zika nello Stato del Gujarat nel 2016. Alla luce dei dati moltiplicati che il Paese ha registrato nell'ultimo anno, l'agenzia Onu per la salute ha ribadito alcune raccomandazioni, che riguardano le misure antizanzare da mettere in atto e indicazioni per ridurre il rischio di trasmissione sessuale (nel dettaglio, si raccomanda di praticare sesso sicuro o di astenersi in alcune circostanze) e in particolare per proteggere le donne in gravidanza. Ma sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l'Oms "non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi o al commercio con l'India".