L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avviato il 9 novembre scorso il conto alla rovescia per dichiarare la fine dell'epidemia da virus di Marburg in Ruanda. L'epidemia verrà considerata terminata solo se non verranno registrati nuovi casi nei 42 giorni successivi all'ultimo potenziale contagio, un periodo che corrisponde al doppio del tempo di incubazione massimo del virus.
Fino all'8 novembre 2024, sono stati confermati 66 casi di infezione da Marburg, con 15 decessi (pari a un tasso di mortalità del 23%) e 51 guariti. L'epidemia ha colpito prevalentemente uomini (68%) e adulti di età compresa tra i 30 e i 39 anni, con una significativa concentrazione di casi nella capitale Kigali, in particolare nei distretti urbani e tra gli operatori sanitari di due strutture ospedaliere, che hanno rappresentato quasi l'80% dei contagi confermati.
La maggior parte dei casi è stata registrata nelle prime tre settimane dell'epidemia, con 61 infezioni segnalate nei primi giorni. Da allora, la curva epidemiologica ha mostrato una netta discesa, e dal 30 ottobre non sono stati segnalati nuovi contagi, né decessi, con l'ultimo caso di morte risalente al 14 ottobre.
In totale, sono stati effettuati 7.408 test per il virus Marburg, con un numero giornaliero di campioni analizzati che varia tra 100 e 350, presso il Rwanda Biomedical Center. Il tracciamento dei contatti è tuttora in corso, con 470 persone monitorate, che continueranno ad essere seguite fino al completamento del periodo di osservazione di 21 giorni.
"L'OMS prosegue nel supporto al governo del Ruanda nella gestione e controllo dell'epidemia", ha dichiarato l'agenzia delle Nazioni Unite, ricordando l'importanza di mantenere un livello di sorveglianza elevato e le misure di prevenzione e controllo, fino alla dichiarazione ufficiale di fine epidemia.
L'infezione da virus di Marburg, un filovirus simile all'Ebola, si trasmette attraverso il contatto diretto con fluidi corporei di persone infette e può causare gravi emorragie interne. Non esiste un trattamento antivirale specifico per la malattia, ma le misure di supporto, come la reidratazione e il trattamento dei sintomi, sono essenziali per migliorare le probabilità di sopravvivenza.