Se da un lato Covid sembra avere allentato la morsa infettiva, con numeri via via in calo, i postumi del virus continuano ad aumentare e cresce il numero di persone che sperimentano la sindrome da Long Covid: sintomi tenaci come "fatica, mal di testa cronico, difficoltà a compiere attività quotidiane, ma anche problemi cardiaci e neurologici, colpiscono il 45% degli italiani (e dei milanesi) infettati nel corso di una delle tante ondate", ricorda in una nota l'Ordine dei medici di Milano annuncia un'iniziativa di formazione per i camici bianchi dedicata a questo fenomeno di cui archiviata la pandemia in senso stretto si parla meno ormai. Ma "la sindrome post Covid determina un impatto sociosanitario rilevante sul sistema sanitario nazionale", spiega Roberto Carlo Rossi, presidente dell'Ordine milanese (OmceoMi). "Se in qualche misura grazie ai vaccini e alle migliori conoscenze siamo riusciti a contrastare gli effetti della 'prima' infezione da Covid, oggi la sfida, se così la vogliamo chiamare, è rappresentata dalla capacità di gestire al meglio anche gli effetti del Long-Covid".
Secondo l'Istituto superiore di sanità, sono i dati citati dall'Ordine meneghino, in Italia tra il 2021 e 2022 i decessi collegati al post Covid sono stati 4.700, un numero sottostimato. "Nel milanese una proporzione indica un atteso intorno ai 350 decessi". Dati, spiegano da OmceoMi, "che richiamano alla necessità di una maggiore sensibilizzazione al tema, sia della medicina del territorio che della popolazione". Con questo obiettivo parte domani, giovedì 20 giugno, sulla piattaforma di OmceoMi, la Formazione a distanza (Fad) asincrona 'Epidemiologia, clinica e gestione della sindrome Post Covid'.
Il corso ha "un duplice obiettivo dichiarano i responsabili scientifici e consiglieri OmceoMi, Maria Grazia Manfredi e Massimo Parise Da un lato fornire (in)formazione sulla sindrome post Covid, inquadrata in ambito clinico (dati epidemiologici, possibili manifestazioni e sequele, quindi la gestione della condizione in tutte le sue svariate implicazioni mirate al paziente giusto, adulto o bambino); dall'altro, offrire ai clinici, specialisti e alla medicina del territorio, delle indicazioni che possano aiutare a standardizzare e uniformare un approccio al paziente fornendo un trattamento efficace".