I dati provenienti da uno studio di real-world evidence (Rwe), pubblicato su “Open forum infectious diseases” (Ofid), dimostrano in modo coerente tra le stagioni (2017-2020) che il vaccino antinfluenzale quadrivalente su coltura cellulare (Qivc) è stato in grado di prevenire un maggior numero di casi di influenza confermata in laboratorio in soggetti dai 4 ai 64 anni rispetto al vaccino quadrivalente prodotto su uova (Qive). Questi dati si aggiungono alla crescente quantità di prove a sostegno dei benefici della tecnologia di sviluppo e produzione dei vaccini basata sulla coltura cellulare.
Lo studio retrospettivo a test-negativo ha raccolto dati Rwe da 31.824, 33.388 e 34.398 pazienti, rispettivamente nelle stagioni 2017-2018, 2018-2019 e 2019-2020 e ha analizzato l’efficacia del Qivc rispetto al Qive nella prevenzione dell’influenza confermata in laboratorio, considerata il gold-standard nella valutazione degli esiti legati all’influenza. L’efficacia relativa (rVe) è stata del 14,8% per la stagione 2017-18, del 12,5% per il 2018-19 e del 10,0% per il 2019-20 1 . I valori di rVe indicano l’efficacia di un vaccino rispetto a un altro.
Alicia N. Stein, direttrice Rwe presso il Center for outcomes research and epidemiology di Csl Seqirus - divisione dell’azienda biotecnologica Csl, ha dichiarato: «Questo studio evidenzia il valore della Rwe nel generare dati interessanti sull’efficacia dei vaccini antinfluenzali. Grazie ai dati raccolti nel corso di tre stagioni consecutive, il nostro studio ha evidenziato la maggiore efficacia mantenuta nel tempo del vaccino antinfluenzale quadrivalente prodotto su coltura cellulare rispetto a quelli prodotti con metodi basati sulle uova». I vaccini antinfluenzali prodotti su uova possono essere soggetti a mutazioni durante il processo di produzione, e ciò può condurre a una discrepanza (mismatch) tra i ceppi inclusi nel vaccino e quelli identificati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Stefan Merlo, vicepresidente dello sviluppo commerciale presso Csl Seqirus, ha dichiarato: «I vaccini antinfluenzali su coltura cellulare come il Qivc non prevedono l’impiego di uova nel processo produttivo e quindi evitano le mutazioni ‘egg-adaptive’ (di adattamento alla crescita su uova) incrementandone l’efficacia. In Csl Seqirus ci impegniamo a ridurre il carico causato dall’influenza. Le nostre tecnologie innovative, come la produzione su coltura cellulare, contribuiscono a questa mission grazie a una maggiore efficacia che porta a benefici in termini di salute pubblica».
Lo studio Rwe è soggetto ai limiti tipicamente associati alle analisi retrospettive di coorte, come il bias di selezione e il confondimento residuo. I limiti possono includere inoltre l’analisi retrospettiva, una potenziale mancanza di dati sull’influenza confermata in laboratorio e fonti di dati variabili.
L’influenza, malattia respiratoria stagionale comune e contagiosa, in alcune persone può causare gravi malattie e complicazioni potenzialmente fatali. Può determinare l’insorgenza di sintomi clinici variabili, da una malattia respiratoria da lieve a moderata fino a gravi complicazioni, ospedalizzazione e, in alcuni casi, morte. Poiché la trasmissione può verificarsi prima che si sviluppino i sintomi e fino a 5-7 giorni dopo la contrazione della malattia, l’influenza è considerata altamente contagiosa. Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) stima che ogni anno, in Europa, si verifichino dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza e che 15.000/70.000 cittadini europei muoiano ogni anno di cause associate all’influenza. Il 90% dei decessi si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, specialmente tra quelli con condizioni cliniche croniche di base. In Italia, dall’analisi delle stagioni epidemiche dal 2010-2011 al 2019- 2020, è emerso che in media circa il 10,4% della popolazione ha sviluppato una sindrome simil- influenzale (Ili). L’influenza e la polmonite a essa associata sono classificate tra le prime 10 principali cause di morte in Italia. Il ministero della Salute raccomanda la vaccinazione annuale a partire dai 6 mesi di età in assenza di controindicazioni, e individua nelle persone di età pari o superiore a 60 anni, le persone di tutte le età con alcune patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza e gli operatori sanitari i principali destinatari dell’offerta di vaccino antinfluenzale stagionale. Il ministero della Salute raccomanda che le persone si vaccinino dall’inizio del mese di ottobre.
Open Forum Infect Dis. 2024 May 2;11(5):ofae175. doi: 10.1093/ofid/ofae175.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38698895/