Impiantato il primo chip wireless, chiamato Telepathy, nel cervello umano realizzato dall'azienda Neuralink di Elon Musk. Lo ha annunciato lo stesso miliardario rendendo noto che i risultati iniziali dell'intervento sono positivi: sono stati rilevati, infatti, picchi neuronali o impulsi nervosi promettenti e il paziente sta bene, riporta la Bbc News. L'obiettivo dell'azienda di Musk è connettere il cervello umano ai computer e aiutare le persone in condizioni neurologiche difficili. È una novità che non deve “far paura. Ma siamo in una fase 'frenetica' di scoperte, la tecnologia corre molto più veloce delle norme e delle regole necessarie per tutelare tutti i cittadini da utilizzi impropri delle grandi novità prodotte. E su questo serve un maggiore impegno per la regolamentazione". Così all’Adnkronos Salute il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta l'annuncio di Musk.
L'azienda di Musk ha ottenuto il permesso di testare il chip sugli esseri umani dalla Fda a maggio dopo aver avuto, in passato, difficoltà per ottenere l'approvazione. L'ok dell'agenzia regolatoria statunitense ha dato il via libera all'inizio di uno studio che durerà sei anni durante il quale un robot inserirà chirurgicamente 64 fili flessibili, più sottili di un capello umano, su una parte del cervello che controlla "l'intenzione del movimento", secondo Neuralink. Questi fili consentono all'impianto sperimentale - alimentato da una batteria che può essere caricata in modalità wireless - di registrare e trasmettere segnali cerebrali a un'app che interviene sul modo in cui la persona vuole muoversi. "Tutto questo apre a grandi possibilità sul piano medico - continua Anelli - che però devono necessariamente essere subordinate a un utilizzo etico di questi presidi: se vengono usati per risolvere malattie, come il Parkinson o la Sla, per esempio, si tratta di traguardi importanti per le persone. Non è accettabile, invece, se si usano per interessi privati e per condizionare il comportamento degli altri". Purtroppo "oggi siamo in ritardo sotto il profilo delle regole e delle norme etiche che servono a tutelarci da usi distorti". Era il 19 settembre 2023 quando Neuralink, la compagnia dell'imprenditore Elon Musk che lavora a interfacce cervello-computer, informava di aver avviato il reclutamento di persone con Sla o paralisi, quadriplegia causata da una lesione del midollo spinale, per il primo trial clinico sull’uomo di un chip da impiantare nel cervello. Oggi, invece, arriva l'annuncio dello stesso magnate. L'azienda, parlando del trial, aveva spiegato di aver ricevuto l'approvazione di un comitato di revisione indipendente, e del primo sito ospedaliero coinvolto, per poter iniziare il reclutamento per il suo primo studio clinico sull'uomo, battezzato ‘Prime' (Precise Robotically Implanted Brain-Computer Interface). "Un innovativo studio sperimentale su dispositivi medici per la nostra interfaccia cervello-computer wireless completamente impiantabile", lo aveva descritto. Obiettivo: valutare "sicurezza dell'impianto e del robot chirurgico" e "funzionalità iniziale dell'interfaccia, per consentire alle persone con paralisi di controllare i dispositivi esterni col pensiero".