A un anno e mezzo dall’introduzione della Nota 100 che ha estesa a medici di medicina generale la possibilità di prescrivere tre categorie di farmaci per il trattamento del diabete di tipo 2, c’è stato un lieve aumento del numero di pazienti in trattamento, uno spostamento delle prescrizioni ai farmaci in Nota e un incremento della spesa dovuto ai costi più elevati dei farmaci in Nota. A dirlo sono i dati dell’Aifa del secondo report relativo all’andamento dei consumi dei farmaci in Nota 100 per il trattamento del diabete mellito tipo 2 (inibitori del DPP4, inibitori del SGLT2 e agonisti recettoriali del GLP1) nei primi 18 mesi dall’istituzione della Nota.
La Nota è stata istituita nel gennaio 2022 (GU n. 19 del 25 gennaio 2022) e ha introdotto la prescrivibilità delle tre principali categorie di farmaci in Nota (in monoterapia o in associazione ad altri farmaci non in Nota) per i Medici di Medicina Generale e gli specialisti SSN non operanti in strutture individuate dalle Regioni per il trattamento del diabete.
Si registra un incremento della spesa per l’intera categoria di farmaci per il diabete (+420 milioni nei 18 mesi post vs 18 mesi pre Nota 100), principalmente per la preferenza di farmaci in Nota 100, più efficaci ma anche con un costo più elevato.
Si è assistito a un lieve aumento del numero di pazienti in trattamento con farmaci indicati per il trattamento del diabete, da ricondurre anche alle nuove indicazioni rimborsate per alcuni di essi (scompenso cardiaco e malattia renale cronica per SGLT2i). C’è stato un “evidente uno spostamento delle prescrizioni da farmaci non in Nota (sulfaniluree, insulina, etc) a farmaci in Nota 100, in particolare verso SGLT2i e GLP1-RA mentre resta stabile l’utilizzo dei DPP4i. Tale spostamento può spiegato dalle evidenze crescenti di maggiore efficacia unite al minor rischio di ipoglicemie rispetto agli altri farmaci.
Secondo l’Aifa la Nota 100 viene applicata uniformemente su tutto il territorio nazionale, ma l’utilizzo del piano terapeutico elettronico mediante il sistema Tessera Sanitaria è ancora marginale e con differenze regionali da qui la riflessione sulla necessità di individuare strategie diversificate per garantire la sostenibilità.