
Uno studio pubblicato su Nutrients mostra che un nuovo integratore alimentare con estratto di melograno e vitamine idrosolubili può ridurre la sensazione di stanchezza dopo due mesi di trattamento in soggetti sani con lieve affaticamento prolungato.
«La stanchezza prolungata è associata a cause non patologiche e non esiste attualmente un approccio terapeutico consolidato per gestirla. Sono stati tentati rimedi come esercizio fisico e terapia cognitivo-comportamentale, e anche alcuni farmaci, senza prove di efficacia rilevanti» afferma
Hammad Ullah, dell'Università di Napoli Federico II, autore principale dello studio. Per colmare questa lacuna, i ricercatori hanno studiato l'efficacia di un nuovo integratore alimentare, Improve™, a base di un estratto di melograno caratterizzato chimicamente e vitamine idrosolubili (complesso B e C).
L'analisi con cromatografo liquido accoppiato a spettrometro di massa (UHPLC-HRMS) dell'estratto di melograno ha mostrato la presenza di 59 composti, con gallotannini ed ellagitannini come fitochimici più abbondanti. Per lo studio clinico, 58 soggetti sono stati randomizzati a ricevere l'integratore alimentare o un placebo. Gli effetti dell'integratore alimentare contro la fatica sono stati valutati tramite questionari convalidati, presentati agli intervalli di tempo t0 (al basale), t1 (dopo 28 giorni), t2 (dopo 56 giorni) e t3 (dopo il follow-up) in combinazione con l'analisi di marcatori biochimici a t0 e t2. Ebbene, gli esperti hanno osservato che i punteggi del questionario della scala di gravità della fatica (FSS) erano significativamente diminuiti agli intervalli di tempo t2 e t3 nei soggetti trattati con l'integratore alimentare, mentre l'effetto dell'integratore su un sondaggio in forma breve di 12 voci (SF-12) non è stato significativo. Inoltre, l'integratore alimentare non ha influenzato in modo significativo i parametri biochimici associati alle condizioni di affaticamento e stress.
Il meccanismo d'azione dell'integratore non è stato ancora chiarito, ma si stanno portando avanti studi in vitro considerando l'elevato contenuto di ellagitannini, che possono avere un effetto sul microbioma facendo aumentare i batteri "amici", e tenendo conto che è stato suggerito un ruolo proprio del microbiota intestinale nell'affaticamento.
Nutrients 2023. Doi: 10.3390/nu15132883
https://doi.org/10.3390/nu15132883