
"Stiamo lavorando al lancio, a breve, di una campagna di comunicazione congiunta sull'importanza dei vaccini contro il Covid-19 e l'
influenza stagionale con una particolare attenzione al target degli anziani e dei fragili". Lo ha annunciato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un colloquio con i giornalisti: Le sindromi simil influenzali, intanto, secondo l'ultimo rapporto del sistema di sorveglianza
InfluNet dell'Istituto Superiore di Sanità, hanno messo a letto 286mila italiani, circa 20mila in più rispetto alla settimana precedente. Sono oltre 800mila le infezioni stimate dall'inizio della stagione. Il rapporto ricorda che in questo periodo dell'anno circolano, oltre ai virus influenzali, anche altri virus respiratori, tra cui i rhinovirus, il virus respiratorio sinciziale, gli adenovirus, il virus SarsCoV2. È dunque necessario attendere i dati della sorveglianza virologica per comprendere quale sia il reale impatto dei virus influenzali. In questa fase a essere più colpiti sono i bambini tra 0 e 4 anni. In questa fascia della popolazione, nella scorsa settimana, si sono registrati 15,12 casi ogni mille abitanti; i casi sono stati 5,96 per mille nella fascia 5-14 anni, 4,3 per mille nella fascia 15-64 anni e 2,96 casi per mille al di sopra dei 65 anni.
Negli Usa la stagione influenzale è partita con un'intensità che non si vedeva da anni. Secondo il sistema di sorveglianza dei Centers for Disease Control and Prevention sono oltre 2,8 milioni gli americani che nelle ultime settimane hanno contratto una sindrome simil-influenzale; 23mila quelli ricoverati e 1.300 i morti; tra essi 5 bambini. Il dato che più si differenzia dalle altre stagioni è quello sui ricoveri: nella scorsa settimana 5 americani ogni 100 mila sono finiti in ospedale a causa di un virus influenzale; nelle dieci stagioni precedenti, nello stesso periodo dell'anno, il tasso era oscillato tra lo 0,1 e lo 0,7 per 100mila. I più colpiti sono gli anziani con tassi di ricovero di 10,7 ogni 10mila abitanti, ma il rischio di ricovero è alto anche tra i bambini con meno di 4 anni (9,3 per 100 mila).
Come avviene ormai da qualche anno, i virus di tipo A sono responsabili della quasi totalità dei contagi (98,5%) mentre i virus B causano appena l'1,5% delle infezioni.