
Il miglioramento del quadro epidemiologico nel nostro Paese fa tornare il tema dell'eliminazione del green pass. Mentre alcune attività sono esenti dall'obbligo, la discussione in governo ora ruota intorno a una data: il 31 marzo, fine anche dello stato di emergenza. Secondo quanto anticipato dal sottosegretario alla Salute
Andrea Costa, ospite di "Radio Anch'io" su Rai Radio 1, dopo il 31 marzo il green pass potrebbe essere eliminato. «Credo sia uno scenario possibile, dobbiamo completate la somministrazione delle terze dosi ma con questo ritmo per marzo potremmo aver finito e così si potrà aprire uno scenario con meno misure restrittive. Fortunatamente i dati della pandemia ci dicono che siamo in una fase positiva, ma il virus c'è ancora e dobbiamo fare un ultimo sforzo per portare il Paese fuori da questa situazione e l'introduzione dell'obbligo vaccinale per gli over 50 va in questa direzione», ha affermato Costa.
«Dire che siamo fuori dalla pandemia non è proprio corretto, stiamo transitando nella fase dell'endemia. È una prospettiva che ci conforta ma dobbiamo essere tutti d'accordo che non possiamo smantellare le misure di precauzione e protezione sin qui adottate», sostiene il leader del M5s,
Giuseppe Conte, intervenendo nell'assemblea del Movimento in cui molti parlamentari hanno sollecitato l'intervento per eliminare il green pass rafforzato dopo la fine di marzo. Molto più cauto l'altro sottosegretario,
Pierpaolo Sileri, che definisce «prematuro» parlare oggi di eliminazione del green pass. Tra i primissimi sostenitori del green pass, è convinto che si debba aspettare a toglierlo definitivamente. Piuttosto, «una rimodulazione può essere necessaria». La parola d'ordine per Sileri è gradualità, perché la certificazione verde Covid «non è un passaporto che ha la durata di 10 anni». «Piano piano togliamo le regole». Sul Green Pass il ministro al Turismo
Massimo Garavaglia sostiene che ad aprile sia tolto: «Mi auguro che lo stato di emergenza, che scade il 31 marzo, non sia rinnovato, visto che i numeri migliorano di settimana in settimana. Di conseguenza tutte le regole legate a quel provvedimento straordinario decadranno». «Ora ci sono nuovi problemi, - afferma il presidente della regione Lazio,
Nicola Zingaretti - perché siamo in una nuova fase: la parte sanitaria della pandemia è vinta, ora abbiamo il tema di capire come si convive» con il virus, «di come riaccendiamo l'economia, di come il lavoro possa arricchire le prospettive di vita. Ma non facciamo sempre gli stessi errori, dobbiamo unirci e affrontare insieme i problemi, che non vanno raccontati ma risolti».
E mentre si ragione sulla data di scadenza del certificato verde, le vaccinazioni fanno registrare un crollo rilevante. Si è passati dalle oltre 700mila al giorno di metà gennaio, alle 170mila di lunedì. La settimana scorsa la media è stata di 200mila al giorno e le prime dosi si sono dimezzate, da 20mila a 10mila. Ancora peggio le terze dosi che lunedì hanno fatto segnare il minimo storico di 150mila somministrazioni. Molti hub stanno, quindi, chiudendo e quasi tutte le Regioni tornando a fare i vaccini senza prenotazioni e ad organizzare open day. Sarà per l'avvicinarsi della bella stagione, sarà per il calo di contagi o proprio per gli annunci di eliminazione del green pass, ma Costa fa sapere che «mancano ancora 12/13 milioni di dosi da somministrare». La partita, dunque, resta aperta. Una riduzione delle attuali restrizioni sembra molto probabile, ma sull'eliminazione definitiva del green pass, restano ancora molti dubbi.