Sono stati presentati al Ministero della Salute i primi dati preliminari sull'impatto dell'attuale ondata di calore in Italia. Le informazioni, esaminate nel corso della riunione della Cabina di regia interistituzionale prevista dal Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo, indicano al momento un impatto contenuto nella maggior parte delle città monitorate, con un incremento significativo della mortalità tra gli over 65 rilevato nella sola Torino e nessun aumento degli accessi ai pronto soccorso nelle strutture sentinella.
Ad aprire i lavori è stato il ministro Orazio Schillaci, che ha ribadito l'impegno del Ministero sul tema. «Abbiamo sempre dato la massima attenzione a questa tematica e continueremo a farlo. Monitoriamo costantemente il quadro in collaborazione con le autorità sanitarie territoriali, avendo come punto di riferimento i dati che raccogliamo e che vanno analizzati in maniera concreta per poter poi agire sul piano operativo ed epidemiologico», ha dichiarato.
Alla riunione hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del Ministero della Salute, della Protezione civile, dell'Inail e del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio (DEP), anche Federsanità, Simeu, FIASO e SIMG.
Secondo i dati preliminari raccolti in tempo reale dal DEP Lazio, nel mese di giugno 2026 le temperature massime hanno registrato incrementi superiori a 7 °C rispetto al periodo di riferimento in diverse città italiane, con picchi di oltre 9 °C a Torino.
Per quanto riguarda gli effetti sulla salute, la sorveglianza della mortalità giornaliera negli over 65, riferita sia al periodo compreso tra il 20 maggio e il 29 giugno sia al picco dell'ondata di calore di giugno, evidenzia un incremento statisticamente significativo nella sola città di Torino. Nelle altre città sottoposte a sorveglianza, invece, la mortalità è risultata uguale o inferiore ai valori attesi.
Anche il monitoraggio degli accessi ai pronto soccorso non ha evidenziato criticità. I dati raccolti nelle 49 strutture sentinella distribuite in otto città non mostrano infatti incrementi degli accessi correlati all'ondata di calore.
Secondo il Ministero, il quadro osservato è attribuibile sia alla risposta del sistema sanitario sia all'adozione di comportamenti corretti da parte della popolazione.
Sul fronte dell'informazione ai cittadini, il numero di pubblica utilità 1500, attivato il 22 giugno, ha ricevuto oltre 400 chiamate aggiornate al **1° luglio. Le richieste provengono soprattutto da Lazio, Lombardia e Puglia. Tra le chiamate di primo livello, il 28,7% ha riguardato i rischi per la salute legati al caldo e il 27,7% i bollettini sulle ondate di calore. Tra quelle di secondo livello, il 58,3% ha interessato disturbi cardiocircolatori e il 16,7% problematiche psico-sociali.