Le Case di comunità previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) entrano nella fase operativa della riforma della sanità territoriale. Con il sostanziale raggiungimento dei target europei sulle strutture, il prossimo obiettivo sarà garantirne il funzionamento attraverso il completamento degli organici e l'attivazione dei servizi previsti dal nuovo modello assistenziale.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, risultano ormai sostanzialmente raggiunti gli obiettivi fissati dal Pnrr, pari a 1.038 Case di comunità e 307 Ospedali di comunità. Le verifiche tecniche del Ministero della Salute sono ancora in corso, ma i dati trasmessi dalle Regioni indicano un avanzamento compatibile con la scadenza del 30 giugno prevista dall'Unione europea.
«Siamo sempre stati ottimisti. Il lavoro che stiamo facendo è di affiancamento delle Regioni e di monitoraggio continuo. Ringrazio le strutture del ministero per il grande impegno, ma anche i territori. La sfida del Pnrr era grande e troppo importante per sprecare questa occasione», ha dichiarato al Sole 24 Ore il ministro della Salute Orazio Schillaci.
Per il ministro, il completamento delle strutture rappresenta però solo il primo passaggio della riforma. «Ora lavoriamo pancia a terra sul personale. Abbiamo chiuso l'intesa con i medici di medicina generale, ma dobbiamo scrivere tutti insieme convintamente una nuova pagina per la medicina territoriale», ha affermato.
Tra gli strumenti destinati a favorire l'avvio delle nuove strutture rientra il recente Accordo collettivo nazionale della medicina generale, che disciplina anche la partecipazione dei medici di medicina generale alle attività delle Case di comunità.
Come evidenzia Il Sole 24 Ore, la fase successiva riguarderà il popolamento delle strutture con medici, infermieri e altri professionisti sanitari. Anche il monitoraggio di Agenas richiama l'attenzione sulla necessità di completare l'organizzazione dei servizi affinché le Case di comunità possano operare secondo il modello previsto dal Dm 77.
Anche un articolo di Avvenire sottolinea che, raggiunto il traguardo delle aperture, la sfida si sposta sull'effettiva operatività delle strutture. Il quotidiano evidenzia inoltre come persistano differenze territoriali nell'attuazione della riforma, con livelli di avanzamento non omogenei tra le Regioni.