Le Case di Comunità entrano nella fase operativa della riforma della sanità territoriale. Durante il Question Time al Senato, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato che sono operative 1.156 strutture, confermando il raggiungimento dei target previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
«Le Case di comunità sono un nuovo punto di riferimento per la cura e la presa in carico dei cittadini. A una verifica operativa dei miei uffici questa mattina con le Regioni sono 1.156 le Case di comunità operative. Si parte davvero», ha dichiarato il ministro, rispondendo a un'interrogazione sulle criticità ancora presenti per il completamento della rete e sul superamento delle differenze territoriali.
Schillaci ha ricordato che l'investimento del PNRR ammonta a 2 miliardi di euro e prevede la realizzazione di almeno 1.038 Case della Comunità con i servizi minimi stabiliti dal decreto ministeriale 77 del 2022. A queste risorse si aggiungono 240 milioni di euro del Fondo opere indifferibili e circa 560 milioni di euro provenienti dai bilanci regionali e aziendali.
Secondo il ministro, le Case della Comunità comprese nei Contratti istituzionali di sviluppo sono oggi oltre 1.400, delle quali 1.038 rilevano ai fini del target europeo. «Con il lavoro e con pochi slogan abbiamo realizzato quello che altri sbandieravano: una medicina più vicina ai cittadini, disponibile quando serve. Non è retorica. Sono le Case che stanno aprendo, oggi, con date e numeri verificabili», ha affermato.
Schillaci ha riconosciuto che «alcune Regioni hanno avuto più difficoltà», ma ha definito «positivo» il quadro complessivo, sottolineando che consentirà una migliore presa in carico dei pazienti. «Sulle Case di comunità siamo in linea con i target previsti, siamo a un passo dal completare la parte amministrativa. Stiamo lavorando con le Regioni per chiudere la macchina burocratica e la relativa documentazione. Sono oltre 17.000 i documenti che si stanno producendo solo su questo argomento», ha concluso.