Attualità
22/06/2021

Covid-19, 45mila operatori sanitari non vaccinati. Scattano le sospensioni

Avviate le prime procedure da parte delle aziende sanitarie di varie Regioni per la sospensione degli operatori sanitari non vaccinati per la Covid-19. Si tratta di medici, infermieri, operatori delle varie professioni sanitarie e assistenti socio-sanitari per i quali la legge prevede l'obbligo vaccinale quale requisito per l'esercizio della professione. Ad oggi, secondo le stime della struttura commissariale per l'emergenza Covid, gli operatori "no vax'" sarebbero oltre 45mila professionisti, dei quali però solo lo 0,2% - precisano i sindacati di categoria - è rappresentato da medici.

Più precisamente, secondo il report settimanale della struttura Commissariale, sono 45.753, tra medici, infermieri e personale sanitario in generale, i professionisti della sanità non ancora vaccinati in Italia: si tratta del 2,36% della categoria. Le Regioni con soggetti non vaccinati per questa categoria sul proprio territorio sono Emilia Romagna (14.390: il 7,87% rispetto al numero di operatori sanitari in tutta la Regione, dove a giorni dovrebbero concludersi le istruttorie), Sicilia (9.214 - 6,52%), Puglia (9.099 - 6,50%) e Friuli Venezia Giulia (5.671 -11,91%), Piemonte (2.893 - 1,90%), Marche (1.181 - 2,58%), Umbria (928 - 3,02%) e Liguria (172 - 0,29%). Alti anche i numeri nella Provincia di Trento (2.205 - 11,03%).
Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli, ha oggi inviato una circolare a tutti gli ordini territoriali, dopo aver ricevuto chiarimenti sull'interpretazione della norma di legge da parte del ministero della Salute. "Abbiamo dato oggi indicazioni a tutti gli ordini che, in presenza di un accertamento da parte della Asl di operatori sanitari e medici non vaccinati, si provveda ope legis alla sospensione del medico e alla sua attività finchè lo stesso non avrà effettuato la vaccinazione anti-Covid e comunque non oltre il 31 dicembre", ha spiegato. La legge 76 del 2021, precisa, attribuisce infatti all'Azienda sanitaria l'accertamento della mancata osservanza dell'obbligo vaccinale. Una volta ricevuto l'atto di accertamento della Asl, l'Ordine deve adottare tempestivamente una delibera di mera presa d'atto della sospensione del professionista. La conseguenza è dunque la sospensione temporanea dall'esercizio della professione. È "giusto e doveroso che tutti in medici si vaccinino. Va detto chiaramente che il vaccino - commenta Anelli - è diventato oggi più che un obbligo il requisito stesso per poter svolgere la professione medica".
Sarebbero invece qualche centinaio, ma sotto i 500, gli infermieri ad oggi non vaccinati: "Nelle strutture pubbliche quasi tutti gli infermieri sono vaccinati, e siamo sopra al 95%, mentre nelle strutture private e nelle Residenze sanitarie assistite Rsa per anziani la percentuale è purtroppo più bassa. Invitiamo tutti a rispettare la norma di legge e da parte nostra continueremo a sensibilizzare rispetto all'importanza della vaccinazione", afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).
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