
Mentre si punta ad accelerare la campagna vaccinale, arrivano continui stop and go sui sieri da somministrare. Dopo la sospensione negli Usa di Johnson&Johnson, il comitato per la sicurezza dell'Agenzia europea dei medicinali sta indagando «dalla scorsa settimana» su tutte le segnalazioni di eventi embolici nelle persone che hanno ricevuto il vaccino. «Al momento - fa sapere l'Ema - non è chiaro se esista un'associazione causale». L'Agenzia è in contatto con la Fda statunitense e altri regolatori internazionali e «comunicherà ulteriormente una volta conclusa la valutazione». Intanto, la Danimarca sospenderà definitivamente l'uso del vaccino anti-Covid di AstraZeneca. Lo ha reso noto l'emittente televisiva pubblica Tv2, citando fonti anonime, secondo quanto riporta il Guardian. In Francia, invece, è stato stabilito che il vaccino monodose «sarà distribuito e somministrato nelle stesse condizioni previste oggi per il vaccino AstraZeneca, cioè per le persone di oltre 55 anni», ha detto il portavoce del governo francese, Gabriel Attal, al termine del Consiglio dei ministri.
In Italia il ministro della Salute Roberto Speranza, in merito al vaccino di Jannsen, fa sapere: «Abbiamo fatto una riunione con i nostri scienziati e chiaramente con l'Agenzia italiana del farmaco, siamo in collegamento con l'agenzia europea Ema e valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli americani ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore. Ma penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante». E' iniziata, nel frattempo, la distribuzione alle Regioni di circa 1,5 milioni di dosi di vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech, arrivate in mattinata presso gli aeroporti di Bergamo, Bologna, Brescia, Roma Ciampino, Milano Malpensa, Pisa e Venezia. Le consegne interesseranno più di 210 strutture sanitarie in tutta Italia, e si concluderanno entro 24 ore. Lo riferisce una nota dell'ufficio del commissario straordinario all'emergenza, generale Francesco Paolo Figliuolo. Proprio sul vaccino Pfizer, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con l'azienda farmaceutica per accelerare la consegna dei vaccini, «nel secondo trimestre verranno consegnate 50 milioni di dosi aggiuntive» del vaccino anti-Covid all'Ue, «a partire da aprile». I 50 mln di dosi, continua von der Leyen, «erano inizialmente previsti per il quarto trimestre 2021, ora saranno disponibili nel secondo. Questo porta il totale delle consegne da parte di Pfizer-BioNTech a 250 mln di dosi nel secondo trimestre. Queste dosi verranno distribuite pro quota in rapporto alla popolazione, a tutti gli Stati membri. Voglio ringraziare BioNTech/Pfizer: si è dimostrata un partner affidabile. Ha rispettato gli impegni e risponde ai nostri bisogni. Questo - conclude - va a immediato beneficio dei cittadini Ue».
Restano, quindi, all'attenzione delle autorità sanitarie dopo i casi molto rari di eventi trombotici i due vaccini anti-Covid che utilizzano una piattaforma a vettore virale: AstraZeneca (AZ) e Johnson & Johnson. Entrambi utilizzano la medesima tecnologia e proprio il vettore virale potrebbe essere associato, secondo un'ipotesi tuttora allo studio, agli eventi rari di trombosi segnalati a seguito dell'immunizzazione con i due vaccini. Nei vaccini a vettore virale, spiega all'ANSA il farmacologo Antonio Clavenna del dipartimento Salute pubblica dell'Istituto Mario Negri di Milano, «vengono utilizzati dei virus modificati in laboratorio perché' risultino incapaci di replicarsi una volta introdotti nell'organismo. Nel caso di AZ e J&J, si utilizzano degli adenovirus responsabili in genere di processi infettivi a carico delle alte vie respiratorie». Per Az si tratta di un adenovirus di scimpanzé' e per J&J di un adenovirus umano: «Questi virus inattivati vengono impiegati come 'trasportatori' - afferma Clavenna - per introdurre nell'organismo umano il dna del nuovo coronavirus SarsCov2 con le istruzioni per fabbricare la proteina Spike, che e' distintiva del nuovo coronavirus stesso. Una volta introdotto il vettore con le istruzioni, alcune cellule del nostro sistema immunitario iniziano a produrre Spike e il sistema immunitario si attiva contro la proteina, che riconosce come qualcosa di 'diverso' e pericoloso, e produce degli anticorpi che, qualora il soggetto entrasse a contatto con il virus reale, lo proteggeranno dall'infezione». L'ipotesi allo studio, spiega Clavenna, è che proprio il vettore virale possa essere in qualche modo collegato al meccanismo che innesca tali eventi avversi rari. È intanto al vaglio l'ipotesi di poter effettuare il richiamo con un vaccino diverso rispetto a quello della prima inoculazione. Partirà all'Ospedale Spallanzani di Roma una sperimentazione sulla seconda dose di vaccino anti-Covid, dopo la prima con AstraZeneca (AZ), utilizzando altri vaccini tra cui lo Sputnik. Ad annunciarlo il direttore sanitario Francesco Vaia e l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato.