Sono aumentati in Europa i rischi sanitari legati al cambiamento climatico, con effetti particolarmente rilevanti per anziani, lattanti e persone fragili. È quanto emerge dal 2026 Europe report of the Lancet Countdown on health and climate change, pubblicato su The Lancet Public Health, che analizza l’impatto del clima sulla salute nel continente.
Secondo il rapporto, nel periodo 2015-2024 quasi tutte le regioni europee monitorate, 823 su 826, hanno registrato un aumento dei decessi attribuibili al caldo rispetto al periodo 1991-2000. L’incremento medio stimato è di 52 morti l’anno per milione di abitanti. Nel solo 2024 i decessi correlati al caldo in Europa sono stati stimati in 62.775.
Il report evidenzia inoltre che lattanti e persone con almeno 65 anni hanno registrato nel 2024 un livello record di esposizione alle ondate di calore, con 2,3 miliardi di giornate-persona complessive. Nel confronto con il periodo 1991-2000, l’esposizione media nel decennio 2015-2024 è aumentata del 254%.
Tra gli effetti sanitari segnalati figurano peggioramento delle patologie croniche, disturbi legati al calore, perdita di sonno e aumento del rischio di mortalità. Gli autori richiamano anche l’impatto sull’attività fisica: nel 2024 la popolazione europea ha affrontato un numero record di ore in cui anche attività leggere all’aperto comportavano un rischio da stress termico.
Il rapporto richiama poi l’attenzione sulla diffusione di malattie sensibili al clima. In Europa il potenziale di trasmissione del virus dengue è aumentato del 297% nel periodo 2015-2024 rispetto al riferimento 1981-2010. In crescita anche il rischio di West Nile virus in diverse aree del continente.
Secondo gli autori, servono misure più rapide di adattamento sanitario, sistemi di allerta caldo, rafforzamento della prevenzione territoriale e protezione delle fasce più vulnerabili. Il documento sottolinea che il clima sta già producendo effetti misurabili sulla salute pubblica europea e che la finestra per interventi efficaci si sta restringendo.