Il burnout aumenta del 50% il rischio di abbandono o cambio struttura tra i medici di famiglia, secondo uno studio della Weill Cornell Medicine pubblicato su JAMA Internal Medicine. Nello studio, il burnout riguarda il 43,5% dei professionisti.
I ricercatori, guidati dal professor Dhruv Khullar, hanno analizzato i dati dei sondaggi dell’American Board of Family Medicine raccolti tra il 2016 e il 2020, compilati da circa 20.000 medici. Per stimare il turnover sono stati utilizzati anche i dati del sistema Medicare relativi al periodo 2015–2022.
Quasi la metà dei partecipanti ha riferito di soffrire di esaurimento emotivo o distacco dal lavoro, con una prevalenza maggiore tra le donne e al di sotto dei 55 anni. Tra i medici con burnout, circa il 5% ha cambiato studio o ha smesso di esercitare, rispetto al 3,5% di quelli senza burnout.
«Questi dati evidenziano l’urgente necessità di affrontare le condizioni di lavoro e la soddisfazione professionale, per tutelare sia la stabilità del personale medico sia il benessere dei pazienti», ha affermato Khullar.
Tuttavia, lo studio presenta alcune limitazioni, tra cui l’utilizzo di dati precedenti alla pandemia di COVID-19. Infine, non è stato possibile identificare i medici che hanno cessato l’attività con Medicare pur continuando a esercitare.
di Alessandra Romano
Fonte: Khullar D, Casalino LP, Kronick RG, et al. Turnover and Burnout Among Family Physicians. JAMA Intern Med. Published online March 30, 2026. doi:10.1001/jamainternmed.2026.0271