
Mentre si susseguono le nazioni che impongono la sospensione di somministrazione al vaccino anti-Covid di AstraZeneca, il ministro della Salute
Roberto Speranza invita alla cautela e assicura, a chi abbia già avuto la prima dose AstraZeneca, «che non c'è ragione di essere preoccupato, questa è una pausa solo precauzionale. I vaccini sono e restano l'arma fondamentale con cui uscire da questi mesi difficili». In occasione dell'evento "Online Talk Sanità", spiega i motivi che hanno portato l'Aifa a bloccare la somministrazione: «Quando emergono fatti nuovi è giusto fermarsi per fare una verifica, questo deve aumentare fiducia dei cittadini». Sottolinea la natura «precauzionale» della decisione che spiega essere emersa «dopo una valutazione dell'istituto tedesco per i vaccini. C'è stato un confronto tra i ministri della salute: ora i governi attendono il giudizio Ema per giovedì e siamo fiduciosi che possano emergere tutti gli elementi di rassicurazione per consentirci di riprendere la vaccinazione». La Commissione europea e Pfizer-Biontech, intanto, annunciano «di aver raggiunto un accordo per accelerare le consegne»: la fornitura di 10 milioni di dosi che erano previste nella seconda parte dell'anno, saranno anticipate al secondo trimestre. Lo rende noto l'esecutivo comunitario.
«So quanto sia critico il secondo trimestre per le nostre strategie di vaccinazione. Questa accelerazione porterà le dosi totali di Pfizer-Biontech nel secondo trimestre a oltre 200 milioni», ha detto la presidente della Commissione
Ursula von der Leyen. «È un'ottima notizia. Offre agli Stati membri spazio di manovra e la possibilità di colmare le lacune nelle consegne». «Queste dosi saranno prelevate sull'opzione dei 100 milioni di dosi del secondo contratto Biontech-Pfizer, previsto per il terzo ed il quarto trimestre 2021 - precisa la nota -. La proposta presentata oggi dalla Commissione dell'essere approvata dagli Stati membri nel Comitato direttivo congiunto», conclude la nota. Il premier
Mario Draghi aveva promesso giorni fa che «qualunque fosse la decisione finale dell'Ema» su AstraZeneca, «la campagna vaccinale proseguirà con rinnovata intensità». E ora, in attesa del pronunciamento definitivo giovedì dell'Agenzia europea del farmaco sul vaccino anglo-svedese, si fanno stime sul possibile impatto della sospensione decisa dall'Agenzia italiana. Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute
Gianni Rezza all'evento "Online Talk Sanità" osserva che «per il semplice fatto che questi giorni non utilizzeremo AstraZeneca, un certo ritardo ci sarà e già c'erano state alcune disdette. Ma ci sono stati oltre 11 mln di vaccinati in Gb e Scozia con risultati brillanti e l'incidenza di eventi avversi anche con Pfizer era stata simile. Forse c'è stata un poco di emotività ma anche la volontà di chiarire alcuni eventi avversi». «Ora purtroppo abbiamo avuto una battuta d'arresto e speriamo di avere di nuovo 3 vaccini disponibili. Speriamo anche che, con una accelerazione delle immunizzazioni e con le chiusure, dopo Pasqua si comincerà a respirare perché abbiamo visto che laddove le Regioni sono state chiuse con zone rosse poi la situazione migliorava rapidamente», sostiene Rezza.
La sospensione della somministrazione per il vaccino di AstraZeneca è un atto dovuto e di «cautela» ma «vanno evitati gli allarmismi». Dal direttore generale Aifa
Nicola Magrini al farmacologo
Silvio Garattini, è questa la posizione condivisa dalla maggioranza degli esperti, che sottolineano come gli eventi trombotici associati al vaccino evidenzino un tasso analogo a quello registrato nella popolazione generale, anche se in Germania si è registrata una particolare forma rara di questa patologia. A tranquillizzare è innanzitutto Magrini: «C'è stata una sospensione perché' diversi paesi europei, tra cui Germania e Francia, hanno preferito sospendere in presenza di alcuni recentissimi e pochissimi casi di eventi avversi in donne e giovani, e ciò ha suggerito uno stop di verifiche prima di ripartire. A giorni attendiamo l'Ema» ma «chi ha già fatto il vaccino può e deve restare sicuro. Io mi sento di dire - ha ribadito - che il vaccino è sicuro, anche avendo rivisto tutti i dati».
La vaccinazione di massa secondo il nuovo piano nazionale dovrebbe decollare da metà aprile, con l'arrivo di milioni di fiale del vaccino monodose Usa Johnson&Johnson. «Dare fuoco a tutte le polveri e chiudere la partita» in pochi mesi, così ieri il commissario
Francesco Figliuolo. Per ora si fanno i conti con le cancellazioni delle prenotazioni di cittadini ai quali era destinato AstraZeneca, passato dall'uso nella fascia 18-55 anni in quella fino a 65 anni e infine anche per gli over 65. Oltre al Lazio, una delle Regioni con la migliore performance vaccinale, anche la Toscana, pure tra le virtuose, rischia di dover cancellare 34 mila appuntamenti in una settimana. E la Lombardia, che doveva risalire la china dopo diversi problemi nella campagna, ha rinviato 33.500 vaccinazioni tra domani e giovedì.
Anna Capasso