Politica e Sanità

feb172021

Dal ministro Speranza a Fnomceo, la sanità plaude al discorso di Draghi

"La casa come primo luogo di cura e la sanità del territorio come pilastro della riforma del Servizio sanitario nazionale. Dal presidente Draghi le parole giuste sul futuro del nostro bene più prezioso". Così in un post su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza ha commentato il discorso programmatico di Draghi in Senato, in vista della fiducia. Un discorso apprezzato dal mondo medico in modo pressoché unanime.

"Siamo sulla strada giusta per ricostruire la Sanità e il Paese", ha detto il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli. "In tempo di pandemia, ogni piano di ricostruzione non può che partire dalla Sanità e dalla Salute: dai dati sui contagi, sulla diminuzione dell'aspettativa di vita, sino a 4-5 anni nelle zone di maggior contagio. E dagli effetti economici e sociali, con l'aumento dei nuovi poveri. Il discorso di Draghi - sottolinea Anelli - ha colto subito l'evidenza più importante: la pandemia ha acuito le disuguaglianze che già esistevano nel nostro Paese. Disuguaglianze di salute, economiche, geografiche, sociali. E ha colpito in maniera pesante i giovani, le donne, il Mezzogiorno. È da qui che dobbiamo ripartire". "Dobbiamo ricostruire il nostro Servizio sanitario nazionale, portando le competenze dei professionisti al letto del malato, vicino al cittadino - rileva -. Per questo abbiamo accolto con soddisfazione l'idea, manifestata da Draghi, di ridisegnare la sanità territoriale per rendere realmente esigibili, e prossimi ai cittadini, i Livelli essenziali di assistenza, affidando agli ospedali le acuzie. È la strada che anche la Fnomceo indica da tempo".
Un tema rilevato favorevolmente anche dal presidente della Società italiana di medicina generale (Simg) Claudio Cricelli. "Sulla base dell'esperienza dei mesi scorsi, dobbiamo aprire un confronto a tutto campo sulla riforma della nostra sanità, il punto centrale per Draghi è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base. È questa la strada per rendere realmente esigibili i "livelli essenziali di assistenza" e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative". La Simg condivide la visione secondo la quale la "casa è il principale luogo di cura", oggi possibile con la telemedicina, con l'assistenza domiciliare integrata. "Condividiamo completamente tale visione - dice Cricelli - e sosterremo tutte le iniziative del Governo finalizzate alla realizzazione di questo cambiamento in particolare attraverso la qualificazione dei professionisti della Medicina generale, che garantisca competenza e qualità della professione".

E parla di discorso convincente anche Carlo Palermo, segretario nazionale del maggiore sindacato italiano dei medici ospedalieri Anaao Assomed. "Le impostazioni del discorso infatti - ha continuato Palermo - hanno riguardato principalmente due fronti: la vaccinazione di massa e la riforma del sistema sanitario. Sui vaccini l'impegno deve essere quello di muoversi con rapidità e raggiungere entro settembre il 70% della popolazione. Sulle strutture ribadiamo che bisogna puntare su quelle che in questo periodo non stanno lavorando, come fiere, palasport, teatri". Il segretario di Anaao ha sottolineato tuttavia che nel discorso di Draghi "forse è mancato un approfondimento sulle carenze e le criticità a livello ospedaliero, a cominciare dalla scarsità di posti letto, anche in terapia intensiva, al problema che l'Italia ha per la maggior parte ospedali vetusti, che hanno anche 60-70 anni".
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