È morto a San Diego a 79 anni Craig Venter, biologo e imprenditore statunitense tra i protagonisti del sequenziamento del genoma umano.
Oltre 25 anni fa Venter avviò, con la sua società Celera Genomics, il progetto per il sequenziamento del genoma umano, suscitando un ampio dibattito nel mondo scientifico accademico. Il lavoro culminò con la pubblicazione dei risultati sulla rivista Science nel febbraio 2001.
Nel corso della sua carriera, Venter ha fondato nel 1992 il The Institute for Genomic Research (Tigr), dove nel 1995 il suo team ha decodificato il genoma del batterio Haemophilus influenzae, primo organismo a vita libera sequenziato con la tecnica “whole genome shotgun”.
Successivamente, con Celera, ha contribuito anche al sequenziamento di altri genomi, tra cui quelli del moscerino della frutta, del topo e del ratto. È stato inoltre presidente del J. Craig Venter Institute.
Tra i risultati scientifici viene ricordata anche la costruzione della prima cellula batterica sintetica. Venter ha lavorato inoltre allo sviluppo di modelli basati sul sequenziamento genomico per la valutazione della salute nel lungo termine, contribuendo alla nascita della società Human Longevity.
Autore di oltre 280 articoli scientifici, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui la National Medal of Science degli Stati Uniti nel 2008.
Negli ultimi anni era impegnato in un progetto dedicato alla salute delle donne, con l’obiettivo di sviluppare un centro sanitario innovativo basato su approcci genomici.
Sulla scomparsa dello scienziato è intervenuta anche la Società italiana di genetica umana (Sigu). “Con Craig Venter scompare uno dei protagonisti assoluti della genomica moderna”, afferma la presidente Paola Grammatico, sottolineando come “il suo contributo ha accelerato in modo decisivo il passaggio verso una medicina sempre più personalizzata e basata sull’informazione genetica”.
Secondo Grammatico, l’impatto del lavoro di Venter è oggi concreto anche nella pratica clinica. “Le sue intuizioni sono alla base di molte delle applicazioni cliniche che stiamo sviluppando e implementando anche nel nostro Servizio sanitario nazionale”.
La presidente della Sigu richiama infine la necessità di accompagnare l’innovazione con adeguate garanzie. “La sua eredità scientifica ci richiama anche alla responsabilità di governare l’innovazione, garantendo appropriatezza, equità di accesso e sostenibilità”.