gen272012
Nel 2012 il Ssn riceverà dallo Stato la stessa quota di risorse che ricevette nel 2009: poco più di 108 miliardi di euro. Di fatto, significa che quest’anno le Regioni dovranno fare i conti con un finanziamento inferiore a quelli precedenti, anche solo a tenere conto del peso dell’inflazione.Si muovono da questa constatazione di fondo le riflessioni che ieri hanno caratterizzato la prima riunione della conferenza dei governatori sul nuovo Patto per la salute, di cui amministrazioni e governo cominceranno a parlare dai prossimi giorni. S’è parlato della Manovra di dicembre e delle sue ricadute – secondo alcune stime regionali tra aumento dell’Iva e tagli balleranno circa 17 miliardi di euro da qui al 2014 – e si sono anche fatte alcune ricognizioni sulle misure da adottare per preservare la sostenibilità del Servizio sanitario. Tant’è vero che in una bozza di documento all’esame dei governatori nel momento in cui scriviamo, si parla di riassetti da valutare «in modo da poter riallineare le risorse a disposizione con i Livelli essenziali da erogare, sempre in condizioni di efficienza, appropriatezza ed economicità».Le ipotesi sul tavolo sono diverse. Per esempio, si potrebbe profilare un giro di vite sulle esenzioni da ticket per patologia e invalidità, l’adozione di livelli di compartecipazione regressivi (fino a un tetto massimo per ricetta), tariffe differenziate per situazione economica e così via. E poi c’è all’orizzonte un intervento sulla spesa farmaceutica, su cui le Regioni in realtà stanno riflettendo già da diverso tempo: abbassare il tetto della territoriale al 12,1% e alzare quello dell’ospedaliera (che di anno in anno fa registrare deficit ingovernabili) al 4,4%. «Da parte delle Regioni» è la considerazione rilasciata a lavori iniziati dal presidente dei governatori, Vasco Errani «c’è la comune volontà di affrontare un processo di qualificazione e riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale attraverso il Patto per la salute. Ma ribadiamo anche che il livello di finanziamento per il 2013-2014, così come previsto dalla Manovra dell’agosto scorso, è per le Regioni insostenibile».