L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha rivisto al ribasso il numero dei casi sospetti di Ebola registrati nell'epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Secondo l'aggiornamento, i casi sospetti sono scesi a 116 rispetto ai 906 riportati alla fine della settimana precedente.
La revisione non riflette una riduzione improvvisa della diffusione del virus, ma l'esito delle verifiche diagnostiche effettuate sui casi segnalati. Secondo il portavoce dell'Oms Christian Lindmeier, molti pazienti inizialmente classificati come sospetti sono stati successivamente esclusi dopo i test di laboratorio, risultando affetti da altre patologie con sintomi compatibili con quelli dell'Ebola o da forme febbrili non correlate.
Restano comunque elevati i numeri dell'epidemia. Secondo l'Oms, nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati circa 321 casi di Ebola con 48 decessi, mentre in Uganda sono stati registrati nove casi confermati e un decesso. Dati aggiornati diffusi dagli Africa Centres for Disease Control and Prevention riportano invece 344 casi confermati e 60 decessi nella Repubblica Democratica del Congo, oltre a 15 casi confermati e un decesso in Uganda.
L'epidemia è stata dichiarata il 15 maggio nella provincia di Ituri, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Secondo l'Oms, il virus potrebbe aver circolato per settimane prima dell'identificazione ufficiale dei primi casi. L'organizzazione segnala inoltre che sei persone con infezione confermata sono state registrate come guarite.
Sul fronte della risposta internazionale, è rientrato in Italia il team composto da infettivologi dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e da funzionari del Dipartimento della Protezione civile e dell'Aise, inviato nei giorni scorsi a Kinshasa per supportare le attività di contrasto all'epidemia. La missione, coordinata dalla Protezione civile in raccordo con il Ministero della Salute e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha fornito assistenza tecnica, supporto alla sorveglianza epidemiologica e materiale sanitario.