gen262012
Norma generico, Fp-Cgil: deontologica. Snami: lede libertà medico
Continua la discussione sulla nuova norma sul generico: per la Fp-Cgil non lede la professionalità medica, ma anzi favorisce un atto di deontologia. Contrario lo Snami, che rivendica la libertà di scelta del medico.
Non solo è una norma di buon senso che non lede la professionalità medica, ma favorisce un atto di deontologia. Parole queste, pronunciate da Massimo Cozza (foto), segretario Fp-Cgil Medici, e Nicola Preiti, coordinatore medicina generale, a commento dell’ultima versione della norma sul generico contenuta nel Dl liberalizzazione pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che non possono trovare d’accordo lo Snami. Dopo l’intervento della Fimmg, anche Angelo Testa, presidente del sindacato autonomo, ha voluto rivendicare «la libertà di scelta che spetta comunque al medico poiché i farmaci generici possono avere azione diversa rispetto a quelli originali». «Informare il paziente» argomenta allora la Fp-Cgil «dell'eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguale, è un atto di deontologia professionale che il medico già fa per un uso appropriato delle risorse». Tanto più che «in paesi come Germania e Inghilterra l’uso del generico è tre volte superiore rispetto all'Italia, con vantaggio dei cittadini e senza danno per la loro salute». «Un farmaco generico» rivendica invece Testa «è sostanzialmente simile all'originale, ma ci possono essere delle variazioni farmacocinetiche», legate agli «eccipienti» o sulla «biodisponibilità». Tanto da far bollare l’ultima versione della norma entrata nel Dl «una correzione a metà». Ma la versione definitiva non piace neanche a Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, per la contraddittorietà che innesca: «Se il medico può reputare che ci sono farmaci generici da non somministrare ai pazienti, vuol dire che abbiamo in giro farmaci generici che non funzionano, e questo non è accettabile. L'azione dei generici è infatti equivalente a quella degli originali. Tale norma fa invece passare l'idea che i farmaci equivalenti o generici siano in qualche modo di serie B, cosa non vera».