feb142012
Intramoenia allargata, da esclusività obblighi e benefici
Il fatto
Alla Corte dei Conti è stato sottoposto il caso di un medico autorizzato a svolgere attività libero professionale intramoenia cosiddetta allargata, cioè presso uno studio medico privato diverso dagli ambienti ospedalieri. Al sanitario è stato chiesto di risarcire il danno per aver violato gli obblighi assunti nei confronti dell’Azienda sanitaria. L’autorizzazione, nel caso specifico, riguardava la branca medica della chirurgia vascolare ed era limitata a tre giorni specifici e a un orario ben circoscritto. A seguito di indagini svolte dai Nas è stato accertato che il medico aveva reso prestazioni in svariati settori, differenti dalla disciplina specialistica di chirurgia vascolare, in giorni e orari diversi da quelli autorizzati e non aveva provveduto a riversare all’Azienda parte del fatturato, così come contrattualmente previsto.
Il diritto
Non vi è alcuna discrezionalità da parte del medico né nel scegliere la specializzazione in cui spiegare la propria opera, né nel cambiare i giorni e gli orari concordati e autorizzati da parte dell’amministrazione. Nessuna buona fede può ritenersi sussistente nel comportamento del sanitario che, al momento della stipula del rapporto contrattuale con l’azienda, ha optato per il regime di esclusività, divenendo destinatario non solo degli obblighi di servizio relativi ma anche dei benefici, economici e di carriera, che ciò comporta.
Esito del giudizio
La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale d’appello, pur accogliendo in parte il ricorso proposto dal camice bianco per ulteriori specifici profili, lo ha condannato a risarcire l’Azienda nella misura di oltre 40mila euro.
[Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]