gen272012
La bozza di Riordino delle cure primarie, che vorrebbe ridimensionare le cure pediatriche al solo periodo 0-6 anni, è «un attacco alla famiglia ed alla professione medico-pediatrica». Si esprime così Giuseppe Mele, presidente della Fimp, la Federazione dei pediatri di libera scelta: «Quella che abbiamo avuto modo di leggere è una bozza che ci ha lasciato senza parole. Se sarà confermata ci sembra il progetto senza attenzione verso i cittadini di chi vuole smantellare il modello della pediatria italiana come assistenza primaria per i soggetti da 0 a 14 anni, un sistema apprezzato e studiato in tutto il mondo come esempio di efficacia ed efficienza. Un progetto che ci sembra risponda più che altro alla necessità di coprire gli errori di programmazione compiuti da altri attori del sistema della salute, in particolare dalle scuole di pediatria». Il documento è la base programmatica, realizzata dai direttori generali degli Assessorati alla sanità, per discutere del nuovo Patto della Salute, che dovrà essere siglato tra Ministero e Regioni entro il 30 aprile. L’ipotesi che ha sollevato la reazione preoccupata dei pediatri è la modifica delle «norme convenzionali che regolano i parametri relativi agli assistiti in carico, prevedendo di assegnare ai Pls unicamente i bambini da 0 a 6 anni, prevedendo incrementi di massimale solo in questa fascia di età, e trasferire gli assistiti al compimento del settimo anno, ai Mmg» sulla premessa di una carenza di pediatri sul territorio. Secondo Fimp ciò «contrasta con i convincimenti di tutta la comunità scientifica internazionale, concorde da decenni nel ritenere inamovibile il principio che l’età pediatrica va da zero a 14 anni», inoltre non ha «motivazioni economiche, complessa da realizzare anche per i massimali dei MMG, farraginosa nella sua sostenibilità».