Politica e Sanità

giu222011

Farmaceutica: superato di quasi il doppio il tetto in ospedale

Nei primi tre mesi del 2011 la spesa farmaceutica ospedaliera si conferma in rosso e, attestandosi su un 4,4% dell’intera spesa sanitaria, supera di quasi il doppio il tetto del 2,4% del budget, mentre ancora una volta la farmaceutica territoriale tiene

Nei primi tre mesi del 2011 la spesa farmaceutica ospedaliera si conferma in rosso, con un negativo di 569 milioni di euro, e, attestandosi su un 4,4% dell’intera spesa sanitaria, supera di quasi il doppio il tetto del 2,4% del budget, mentre ancora una volta la farmaceutica territoriale tiene: a fine marzo si ferma a 0,8 punti percentuali al di sotto del tetto (13,3%), con un risparmio di 223 milioni. Nonostante, poi, i consumi in farmacia abbiano fatto registrare un aumento, evidente in quel +2% nelle prescrizioni, rispetto all’anno scorso si è verificato un calo di spesa del 6,2%. Con una situazione, comunque, che non è omogenea su tutto il territorio: a sforare sarebbe in particolare il sud, a eccezione della Calabria, con un picco della Sicilia, che ha raggiunto un valore di 15,5%. Dall’altra parte della classifica c’è Bolzano, con un valore di 9,8%. C’è da dire che in questi primi mesi dell’anno è cresciuta anche la compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, con un aumento medio per i ticket del 26%. Un dato, questo, che ancora non tiene conto dell’abbattimento dei prezzi di rimborso di aprile, voluto dall’Aifa in applicazione alla manovra del 2010. Nell’ospedaliera, gli sforamenti hanno, invece, interessato tutte le regioni, sia pure con valori differenti: in Lombardia il disavanzo è stato di 111,2 milioni (il doppio del budget). Pecora nera si è rilevata la regione Marche, che ha raggiunto un extratetto del 6,1%, pari a 655mila euro. Si tratta di una situazione con cui le amministrazioni devono fare i conti, visto che proprio l’altro ieri Moody's, l’agenzia di rating che venerdì aveva richiamato l’Italia per il debito sovrano, ha comunicato che è stato messo sotto osservazione anche il rating di 23 tra regioni, province e città, che ora rischiano un downgrade. In particolare, tra le regioni interessate ci sono Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, nonché le province autonome di Trento e Bolzano.

 


L'Esperto Risponde di Dica33
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