"L'ablazione endometriale non deve essere considerata l'ultima spiaggia". È uno dei messaggi centrali di Carla Ettore, ginecologa del Dipartimento Materno Infantile dell'ARNAS Garibaldi Nesima di Catania, nel webinar dedicato alle indicazioni, alla selezione delle pazienti e agli outcome della procedura nel sanguinamento uterino anomalo (AUB), organizzato da Edra Media e Doctor33 con il contributo di Hologic. Secondo Ettore, l'ablazione viene ancora spesso collocata dopo il fallimento della terapia medica, ma "rappresenta una valida alternativa alla terapia medica e sicuramente all'isterectomia in caso di patologia benigna". La scelta deve naturalmente essere preceduta da un corretto inquadramento diagnostico e dalla selezione della paziente.
La procedura è indicata in particolare nelle donne che hanno completato il percorso riproduttivo. Prima dell'intervento è necessario definire la causa del sanguinamento ed escludere una patologia maligna, anche attraverso l'esame istologico. "Non è un problema di efficacia, ma sicuramente di selezione della paziente adeguata", sottolinea la ginecologa. Nel webinar è stato affrontato anche il confronto con la terapia medica. Ettore ha richiamato dati di studi nei quali la soddisfazione delle pazienti sottoposte ad ablazione endometriale ha superato il 90%, rispetto al 60-70% rilevato nei gruppi trattati farmacologicamente. Un elemento che, secondo la specialista, rafforza l'importanza di un counseling che permetta alla paziente di conoscere tutte le opzioni disponibili. Sul piano tecnico, l'evoluzione verso le procedure di seconda generazione e la radiofrequenza ha ampliato le possibilità di un approccio meno invasivo. "È importante standardizzare la diagnosi, è importante spiegare alle pazienti tutto quello che abbiamo detto finora e scegliere la paziente ideale", conclude Ettore, richiamando il ruolo della selezione e del corretto percorso diagnostico-terapeutico.
Per approfondire, guarda il webinar completo con la Dottoressa Ettore