Oltre la metà dei medici di medicina generale in Italia ha più di 1.500 assistiti. La quota ha raggiunto il 54,5% nel 2024, rispetto al 51,7% del 2023 e al 28% del 2014. È quanto emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (BES) 2026, pubblicato dall'Istat, che documenta un progressivo aumento del carico assistenziale dei medici di famiglia nell'ultimo decennio.
L'indicatore, inserito nel capitolo dedicato alla qualità dei servizi, misura la percentuale di medici di medicina generale con un numero di pazienti superiore alla soglia nazionale di 1.500 assistiti. Il dato è elaborato dall'Istat sulla base delle informazioni del Ministero della Salute.
Il confronto temporale mostra un incremento di 26,5 punti percentuali rispetto al 2014. L'aumento prosegue anche nell'ultimo anno disponibile, con una crescita di 2,8 punti percentuali tra il 2023 e il 2024. L'Istat colloca questo indicatore tra quelli che presentano un andamento negativo sia nel lungo periodo sia nel confronto più recente.
Il quadro si inserisce in una situazione di sostanziale stabilità della dotazione complessiva di professionisti sanitari. Secondo il rapporto, negli ultimi quattro anni il numero di medici e quello di infermieri e ostetriche per abitante non hanno registrato variazioni significative, fatta eccezione per un lieve incremento del personale infermieristico e ostetrico nel 2024, da 7,2 a 7,3 professionisti ogni 1.000 abitanti.
L'Istat osserva che le dotazioni di personale sanitario restano insufficienti rispetto alle stime annuali del fabbisogno definite dal Ministero della Salute d'intesa con le Regioni. Il rapporto distingue quindi la relativa stabilità del numero complessivo dei professionisti dall'aumento del carico di assistiti che interessa la medicina generale.
Le differenze territoriali risultano rilevanti. Nei dati regionali riferiti al 2023, la quota di medici con oltre 1.500 assistiti raggiunge il 63,8% nel Nord, rispetto al 48,7% nel Centro e al 39,6% nel Mezzogiorno. Tra le regioni, la Sardegna registra il 60,6%, la Campania il 58,8% e la Sicilia il 25,5%. Si tratta di valori riferiti al 2023, mentre il dato nazionale del 54,5% è aggiornato al 2024.
Il rapporto evidenzia inoltre alcune trasformazioni nell'assistenza territoriale. La quota di persone di almeno 65 anni trattate in assistenza domiciliare integrata è passata dal 2,2% nel 2015 al 4,6% nel 2025. Nello stesso periodo di osservazione, tuttavia, il carico assistenziale dei medici di famiglia ha continuato ad aumentare.