Lo Snami conferma la decisione di non sottoscrivere l'integrazione dell'Accordo collettivo nazionale (ACN) della medicina generale firmata da altre organizzazioni sindacali nel giugno 2026 e indica le priorità per il rinnovo 2025-2027. La posizione è stata ribadita da Simona Maria Autunnali, presidente nazionale Snami, nella relazione al XLV Congresso nazionale del sindacato, tenutosi a Torino dal 21 al 25 ottobre 2026.
La mancata firma, ha spiegato Autunnali, è legata alle criticità del testo sull'autonomia organizzativa dei medici, sul ruolo delle Aziende sanitarie e sull'obbligo di attività nelle Case della Comunità. «Non abbiamo ritenuto accettabile firmare un accordo confidando che i suoi problemi sarebbero stati risolti dopo», ha dichiarato.
Per il prossimo ACN, lo Snami chiede il superamento del ruolo unico nella sua attuale configurazione, la tutela della natura convenzionata della professione, il riconoscimento economico delle nuove responsabilità e la valorizzazione dell'attività clinica. Tra le priorità figurano anche le condizioni di lavoro, la genitorialità e la sostenibilità dei modelli organizzativi.
Il sindacato mantiene aperta la disponibilità al confronto con Governo, Regioni e Sisac. «La nostra posizione dipenderà dai contenuti», ha precisato Autunnali, annunciando la disponibilità a valutare proposte capaci di superare le criticità denunciate.
Sulle Case della Comunità, lo Snami riconosce le opportunità di integrazione professionale, ma chiede personale, strumenti e percorsi assistenziali definiti. Contraria la posizione sull'impiego dei medici finalizzato esclusivamente a garantire una presenza oraria. Centrale resta la difesa dell'autonomia clinica e organizzativa e del rapporto fiduciario con gli assistiti.
Sul piano economico, il sindacato propone di valutare un piano di defiscalizzazione degli investimenti professionali, rivedere i massimali in rapporto ai carichi assistenziali effettivi e prevedere incentivi per i medici che operano nelle aree disagiate. Richiesta anche una riduzione degli adempimenti burocratici e una digitalizzazione che semplifichi il lavoro negli studi.
La relazione affronta inoltre la formazione e le tutele professionali. Lo Snami ribadisce la richiesta di istituire una scuola di specializzazione universitaria in medicina generale, con pari dignità rispetto alle altre specializzazioni. Tra gli obiettivi figurano maggiori garanzie per maternità, paternità, disabilità e malattia, oltre a interventi per la sicurezza dei professionisti.
Per l'organizzazione sindacale, la nuova presidenza punta, infine, sul rafforzamento dei servizi agli iscritti, sul coinvolgimento dei giovani medici e su una maggiore capacità di produrre analisi e proposte a sostegno della contrattazione.