È stato firmato il 26 ottobre l'Addendum all'Accordo collettivo nazionale (ACN) per i medici convenzionati esterni dell'INPS. L'intesa prevede l'innalzamento a 72 anni del limite di età per la permanenza in servizio, la compatibilità dell'attività convenzionata con la percezione delle pensioni ENPAM di Quota A e Quota B e una riduzione delle incompatibilità professionali. Le novità sono state annunciate dalla Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG), che ha partecipato alla trattativa.
Secondo quanto comunicato dal sindacato, il testo sottoscritto recepisce le richieste avanzate dal settore FIMMG INPS per garantire maggiori tutele previdenziali ed economiche ai professionisti. In particolare, la Federazione aveva contestato una precedente formulazione dell'Addendum che non prevedeva garanzie sufficienti sulla compatibilità tra attività convenzionata e trattamenti pensionistici ENPAM.
«Avevamo scelto di non sottoscrivere un Addendum privo delle necessarie tutele previdenziali, in particolare rispetto alla compatibilità con la percezione delle pensioni ENPAM di Quota A e Quota B», ha dichiarato Alfredo Petrone, segretario nazionale del settore FIMMG INPS. Il sindacato riferisce che la mancata adesione alla precedente formulazione aveva impedito il raggiungimento della maggioranza delle deleghe necessaria alla sottoscrizione dell'accordo.
Tra le modifiche introdotte figura anche la riduzione delle incompatibilità professionali, con l'obiettivo di ampliare le possibilità di accesso e di esercizio dell'attività in convenzione con l'Istituto. Il comunicato FIMMG non specifica quali situazioni di incompatibilità siano state modificate né indica la decorrenza delle singole disposizioni.
«La compatibilità con i trattamenti pensionistici ENPAM e la riduzione delle incompatibilità professionali vanno nella direzione di una maggiore flessibilità, valorizzando le competenze dei medici e ampliando le opportunità di esercizio della professione», ha affermato Niccolò Biancalani, segretario generale nazionale FIMMG.
L'accordo arriva in una fase di riorganizzazione delle attività medico-legali dell'INPS, anche in relazione alla riforma dell'accertamento della disabilità. La FIMMG segnala che alcune sedi dell'Istituto presentano già carenze di personale sanitario e richiama la necessità di garantire un numero adeguato di professionisti per lo svolgimento delle attività previste.
La Federazione chiede ora la pubblicazione di un nuovo bando nazionale per i medici convenzionati e una rapida definizione del nuovo Atto di indirizzo, propedeutico al rinnovo dell'Accordo collettivo nazionale. Si tratta di passaggi successivi alla firma dell'Addendum, non ancora annunciati come provvedimenti adottati.
«Ora l'auspicio è che si proceda rapidamente con la definizione del nuovo Atto di indirizzo e con l'avvio del rinnovo dell'ACN, così da dotare l'INPS di un accordo moderno, adeguato a tutte le sue attività medico-legali e al suo ruolo di ente unico accertatore della disabilità», ha concluso Petrone.