Serve una legge nazionale sul fine vita per garantire gli stessi diritti ai cittadini e superare le disparità tra Regioni. È la posizione espressa da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), dopo l'approvazione della legge sul fine vita da parte del Consiglio regionale del Veneto.
«Anche il Veneto si aggiunge alle altre tre Regioni che hanno già legiferato in materia di fine vita. Questo evidenzia l'esistenza di disparità regionali su un tema così delicato», afferma Anelli ad Adnkronos Salute. Per il presidente Fnomceo «c'è bisogno di una legge nazionale, perché tutti i cittadini che si trovano ad affrontare situazioni di grande sofferenza dovrebbero avere le stesse possibilità».
Anelli richiama anche il tema delle cure palliative, previsto dalla normativa veneta. Si tratta di «un aspetto importante», sottolinea, perché «oggi in Italia non sono garantite a tutti nello stesso modo».
Al centro della posizione della Federazione c'è anche il ruolo professionale del medico nei confronti dei pazienti con patologie che provocano sofferenze fisiche e psicologiche considerate intollerabili.
Per Anelli è necessario «valorizzare il ruolo del medico» anche in queste situazioni. «Il ruolo del medico è curare, ma anche dare sollievo alla sofferenza. Sempre e comunque», conclude.