Il Tar Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Nursing Up contro il Dpcm del 28 febbraio 2025 che ha recepito l’accordo Stato-Regioni sull’istituzione del profilo professionale dell’assistente infermiere. La decisione, pubblicata il 14 agosto 2026, lascia quindi in vigore la nuova figura e ne precisa anche i confini rispetto alla professione infermieristica.
Uno dei punti esaminati dal Tribunale riguarda la legittimazione del sindacato ricorrente. Secondo quanto riportato nella sentenza, un’organizzazione sindacale può agire a tutela della categoria quando l’interesse fatto valere è comune e omogeneo. Il Collegio non ha ravvisato questa condizione nel caso esaminato. Nel giudizio la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) si era infatti costituita ad opponendum, assumendo una posizione contraria al ricorso.
Il Tar ha inoltre richiamato la sottoscrizione da parte di Nursing Up del Ccnl del comparto Sanità 2022-2024. Il contratto prevede espressamente il profilo dell’assistente infermiere nell’area degli assistenti e nel ruolo sociosanitario.
La sentenza affronta anche le contestazioni relative alle competenze della nuova figura. L’assistente infermiere, secondo la ricostruzione riportata nella decisione, svolge un ruolo di ausilio e non sostituisce l’infermiere. Opera sulla base della valutazione e sotto la supervisione del professionista infermiere e non dispone di autonomia nella definizione del piano assistenziale.
Il profilo è stato istituito con l’accordo tra Governo, Regioni e Province autonome del 3 ottobre 2024, modificato dal successivo accordo del 18 dicembre 2024. Il Dpcm del 28 febbraio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2025, ha recepito l’intesa per assicurarne l’applicazione sul territorio nazionale.
Sulla decisione è intervenuto anche il Coina – Coordinamento infermieristico autonomo. Il sindacato sottolinea che l’inammissibilità del ricorso non equivale a una possibilità di impiego senza limiti dell’assistente infermiere e richiama il passaggio della sentenza sulla costituzione ad opponendum della Fnopi.
«La sentenza richiama espressamente la costituzione ad opponendum della Fnopi per motivare l’assenza di un interesse unitario della categoria», ha dichiarato Marco Ceccarelli, segretario nazionale Coina. Il sindacato afferma inoltre che vigilerà affinché la nuova figura non venga utilizzata per coprire posti infermieristici vacanti.